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Malattia da uso cellulare: riconosciuto il nesso causale tra utilizzo per lavoro e patologia

Malattia da uso cellulare: riconosciuto, nelle motivazioni di un giudice di Firenze, il nesso causale tra utilizzo per lavoro e patologia.

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L'uso intenso del telefono cellulare può causare l'insorgenza di malattie professionali, provocando invalidità permanente questo è quanto era stato deciso in primo grado, lo scorso 24 aprile dal giudice del lavoro di Firenze, Vincenzo Nuvoli, condannando l'INAIL a corrispondere un indennizzo economico, per inabilità permanente del 16% ad un addetto alle vendite che per lavoro ha trascorso al cellulare molte ore al giorno per oltre 10 anni, 2-3 ore al giorno al telefono (dal 1994 al 2007).

Secondo quanto si legge nelle motivazioni della sentenza, il giudice anche appoggiandosi alle conclusioni di una consulenza medico-legale da lui incaricata, ha ritenuto plausibile "la sussistenza del nesso causale tra l'uso del cellulare per motivi di lavoro e la patologia lamentata dal ricorrente", ovvero, il neurinoma all'ottavo nervo cranico che determina il senso dell’udito. Dalle motivazioni è emerso che il giudice ha tenuto conto anche “dell’utilizzo di apparecchi con superiore intensità di emissioni” in commercio e uso nei primi anni - i Tacs fino al 1997, i Gsm fino al 2005, gli Umts fino al 2007.
Tali circostanze, unite alla "localizzazione della patologia" insorta all’orecchio destro confermano – secondo il giudice - come probabile "l'idoneità della esposizione al rischio a causare l'evento morboso". Infine il giudice di Firenze ha considerato anche la classificazione IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) dei campi elettromagnetici come "possibili cancerogeni - Gruppo 2B" valutando "la maggiore probabilità di insorgenza di patologie neoplastiche tra gli utilizzatori di telefoni cellulari".

Gli avvocati Dario Zangara e Paolo Maresca dello studio Bonafede di Firenze che hanno assistito legalmente il lavoratore hanno dichiarato: "L'utilizzo intenso e quotidiano del cellulare - commentano i legali - può portare a malattie. La questione va approfondita perché è ovvio che non può essere limitato l'uso del cellulare ma possono essere individuate delle precauzioni per eliminare ogni tipo di rischio e i cittadini devono essere informati".

Fonte: ANMIL

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