Regione Lombardia, approvata la relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Approvata, il 17 febbraio 2026, la relazione conclusiva della Commissione d’inchiesta salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia. Il documento contiene nove raccomandazioni operative indirizzate al Governo nazionale e ventuno a livello regionale.

 

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato il 17 febbraio 2026 la relazione finale sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, esito di due anni e mezzo di lavoro della Commissione speciale d’inchiesta.
Nove raccomandazioni operative al Governo nazionale e ventuno a livello regionale: sono queste le indicazioni contenute nella relazione conclusiva della Commissione di inchiesta su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia.
Il documento è il risultato di un lungo ciclo di audizioni che hanno approfondito e analizzato i molteplici fattori che incidono sugli infortuni e sulle condizioni di sicurezza nei diversi comparti produttivi lombardi. In oltre due anni e mezzo la Commissione di inchiesta si è confrontata con oltre 40 soggetti istituzionali, parti sociali, esperti e operatori di settore.

Il documento contiene raccomandazioni mirate per rafforzare prevenzione, controlli, formazione, investimenti nelle strutture territoriali e coordinamento tra istituzioni in sette ambiti fondamentali: potenziamento del personale ispettivo, sanitario e di prevenzione; sistema di formazione e controllo sulla qualità dei corsi; maggiore coordinamento tra enti ispettivi e istituzioni; promozione della cultura della sicurezza; innovazione e digitalizzazione per la sicurezza; partecipazione dei lavoratori; mediazione linguistica e potenziamento dei corsi di lingua italiana per i lavoratori stranieri.

La relazione ha individuato ventuno competenze regionali:

  1. rafforzamento del coordinamento territoriale tra Comitato regionale, ATS, associazioni di categoria e sindacati;
  2. potenziamento delle attività ispettive delle ATS attraverso investimenti in strumenti tecnologici e formazione tecnica specifica degli operatori;
  3. campagne informative rivolte a target specifici;
  4. percorsi formativi per i datori di lavoro con focus su prevenzione, responsabilità legale e gestione integrata della sicurezza;
  5. sistema di accreditamento e monitoraggio degli enti formatori, per garantire standard qualitativi omogenei sul territorio;
  6. monitoraggio delle linee guida vincolanti sui contenuti minimi e sulle modalità della formazione;
  7. attivazione di meccanismi di valutazione periodica dell’efficacia dei corsi con la possibilità di sospendere o revocare l’accreditamento agli enti non conformi;
  8. incentivazione di piani mirati di prevenzione, con contributi economici coordinati dalle ATS;
  9. promozione in ogni provincia lombarda dell’azione del Comitato di coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  10. rafforzamento del coordinamento tra le P.S.A.L. (Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) di ATS e i Dipartimenti Funzionali di Prevenzione interni alle ASST;
  11. ampliamento delle competenze delle ATS, integrando servizi di assistenza tecnica e supporto alle micro e piccole imprese;
  12. aumento dell’autonomia gestionale delle risorse derivanti dalle sanzioni per consentire alle ATS di reinvestire in progetti di prevenzione e formazione sui territori;
  13. potenziamento degli interventi degli enti bilaterali e paritetici, integrandoli stabilmente nei tavoli di coordinamento e attribuendo loro compiti formativi, informativi e consultivi per promuovere la cultura della sicurezza nelle imprese con alta presenza di manodopera straniera e sviluppare percorsi di sorveglianza sanitaria dei lavoratori stagionali;
  14. miglioramento della redazione del “Documento di Valutazione dei Rischi”;
  15. avvio della sperimentazione del fascicolo sociale e lavorativo del cittadino;
  16. integrazione di percorsi universitari e degli ITS, inserendo moduli obbligatori su salute, sicurezza e prevenzione nei programmi scolastici e formativi e favorendo il collegamento col mondo del lavoro;
  17. sostegno ai corsi di studi universitari in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, anche tramite l’istituzione di borse di studio;
  18. rafforzamento della figura del medico competente nell’ambito del Comitato regionale;
  19. introduzione di clausole sociali e premiali nei sistemi degli appalti a favore di chi certifica la filiera e rispetta i contratti;
  20. sostegno della tracciabilità della filiera tramite piattaforma digitale regionale;
  21. predisposizione di focus di aggiornamento per le Commissioni Consiliari competenti mediante incarico, da conferire a Polis-Lombardia, di redigere, con cadenza semestrale, un report con la rilevazione dei principali dati inerenti la sicurezza nei luoghi di lavoro sul territorio lombardo.

E individuato nove aree per le quali sarebbe auspicabile un intervento anche a livello nazionale:

  1. potenziamento del personale ispettivo e sanitario nei settori ad alto rischio (costruzioni, trasporti, agricoltura e manifatturiero), attraverso assunzioni straordinarie, incentivi economici mirati, percorsi di aggiornamento obbligatori e garanzia dell’attuazione di standard minimi territoriali;
  2. revisione e semplificazione delle norme in vigore, promuovendo forme di assistenza e sostegno alle aziende, in particolare le medie e piccole imprese artigiane;
  3. promozione della cultura della sicurezza tramite campagne nazionali strutturate, premi e incentivi per le imprese virtuose;
  4. sostegno alla digitalizzazione e all’innovazione, con la creazione di una piattaforma digitale nazionale per il tracciamento formativo, la condivisione di buone pratiche e il coordinamento tra enti;
  5. riforma del sistema formativo, con accreditamento degli enti, qualificazione dei docenti e orientamento alla formazione on the job;
  6. promozione di percorsi formativi attenti alla dimensione linguistica e interculturale, al fine di facilitare la piena comprensione dei contenuti da parte dei lavoratori stranieri;
  7. partecipazione attiva dei lavoratori alla progettazione delle politiche di sicurezza;
  8. rafforzamento del ruolo del Tecnico della Prevenzione;
  9. inserimento nei programmi scolastici di ogni ordine e grado percorsi formativi in materia di salute, sicurezza e prevenzione dei rischi sul lavoro.

La Commissione di inchiesta salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia è stata istituita 17 aprile 2023 e ha concluso la propria attività il 2 dicembre 2025, con l’approvazione della relazione finale.

Fonte: Regione Lombardia

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