Il 2025 è stato caratterizzato dalla demolizione dell’ordine globale basato sulle regole democratiche. Personaggi politici hanno portando avanti conquiste per un dominio economico attraverso distruzione, depredazione, repressione e violenza su larga scala ma milioni di persone continuano a resistere e a pensare che sia necessario, oggi più che mai, concentrarsi su ciò che deve essere difeso a tutti i costi per il bene dei diritti umani.
Anche quest’anno, mantenendo una tradizione che va avanti dagli anni Ottanta, Amnesty International Italia pubblica l’edizione integrale in lingua italiana del Rapporto sulla situazione dei diritti umani nel mondo.
L’edizione di quest’anno, con un’introduzione della segretaria generale di Amnesty International Agnès Callamard, contiene cinque panoramiche regionali e schede di approfondimento su 144 paesi. L’edizione 2026 del Rapporto di Amnesty International è pubblicata da Roma Tre Press.
AMNESTY INTERNATIONAL
RAPPORTO 2026
LA SITUAZIONE DEI DIRITTI UMANI NEL MONDO
INDICE GENERALE
Indice alfabetico dei paesi
I Amnesty
Sezione Italiana di Amnesty International
Abbreviazioni
Prefazione
Analisi globale
Africa Subsahariana
Americhe
Asia e Pacifico
Europa e Asia Centrale
Medio Oriente e Africa del Nord
Sedi regionali di Amnesty International Italia
Difendi i diritti umani nel mondo
PREFAZIONE
Per tutto il 2025, voraci predatori hanno braccato i nostri beni comuni globali, come mostruosi cacciatori che fanno razzia di trofei d’ingiustizia. Leader politici come Trump, Putin e Netanyahu, tra molti altri, hanno portato avanti le loro conquiste per un dominio economico e politico attraverso distruzione, repressione e violenza su larga scala.
Amnesty International aveva già avvertito che da tempo si stavano creando le condizioni per un ambiente globale in cui una ferocia primitiva avrebbe potuto prosperare. Ma nel 2025, è stata versata sconsideratamente benzina sul fuoco, mentre brusche inversioni di marcia ci allontanavano dall’ordine internazionale che era stato immaginato dalle ceneri dell’Olocausto e dalla distruzione totale di due guerre mondiali, e che è stato costruito lentamente e dolorosamente, anche se in modo insufficiente, negli ultimi 80 anni.
Invece di affrontare i predatori, nel 2025 gran parte dei governi ha optato per l’acquiescenza, inclusa la maggior parte dei paesi europei. Alcuni hanno cercato perfino di imitare il predatore. Altri hanno abbassato la testa nascondendosi sotto la loro ombra. Pochissimi quelli che hanno scelto di opporsi.
Una dopo l’altra, le barriere antincendio sono state sfondate: attraverso la complicità, o il silenzio, rispetto al consumarsi del genocidio e di crimini contro l’umanità; oltre che attraverso l’imposizione di sanzioni paralizzanti contro coloro che lavoravano per far prevalere la giustizia. Ecco come sarà ricordato il 2025: per i suoi bulli e i predatori; per il flusso di politiche di acquiescenza versato sui brucianti tradimenti degli obblighi internazionali; per l’autosabotaggio; per gli stati che giocano con un fuoco che minaccia ora di bruciarci tutti e di incenerire anche il futuro delle generazioni a venire.
(… continua)
Fonte: Amnesty International
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