Associazione ambiente e lavoro

Pubblicato Dossier Ambiente n. 154 “Rischio chimico ed esposizione occupazionale nel settore agricolo: strategie di riduzione e casi studio”

Il secondo numero di Dossier Ambiente del 2026 dal titolo “Rischio chimico ed esposizione occupazionale nel settore agricolo: strategie di riduzione e casi studio”, a cura di Mario Di Luigi e Daniela Scutaru, è in spedizione a tutti gli abbonati. Il volume è in vendita anche singolarmente fuori abbonamento.

 

Nel 2024 le denunce per malattie professionali nel settore agricolo pervenute all’INAIL sono state 13.998, con un incremento del 21,9% rispetto al 2023. Tra il 2020 e il 2024 era stato riscontrato invece un decremento delle denunce (dal 16,7% nel 2020 al 15,8% nel 2024. Attualmente i dati provvisori relativi al periodo gennaio-dicembre 2025 confermano una crescita delle denunce (> di 15 mila) corrispondente al 9,4% in più di quanto registrato l’anno precedente (dati aggiornati al 31 dicembre 2024 e 2025).
Dai suddetti dati emerge che circa 1/3 delle tecnopatie riguarda le donne. Quasi 9 malattie su 10 interessano soggetti con età maggiore ai 50 anni, nello specifico uomini e donne con un’età media di 59 anni.
Delle malattie professionali riconosciute in agricoltura il 79% interessa l’apparato muscolo scheletrico a causa del lavoro fisico intenso (sollevamento e trasporto di carichi pesanti, tenuta di posizioni non fisiologiche) e dell’uso di attrezzature vibranti (trattori e altre macchine agricole), seguito per importanza da quelle del sistema nervoso (sindromi del tunnel carpale) più frequenti tra le donne, dell’orecchio (ipoacusie da esposizione al rumore) soprattutto negli uomini e da forme tumorali (tumori maligni della cute) con incidenza doppia negli uomini rispetto alle donne.
I casi di patologie gravi, che possono dare anche esiti infausti, sono più elevati tra gli uomini che tra le donne con diversità anche sostanziali (rispettivamente 27% e 19% in media nel quinquennio).
L’esposizione ad agenti chimici nel settore agricolo può essere ricondotta all’uso di prodotti fitosanitari (PF), biocidi e fertilizzanti, con scenari di esposizione molto complessi sia per il numero di sostanze chimiche utilizzate, sia per la varietà delle mansioni.
L’uso di PF può essere causa di reazioni allergiche e di malattie di gravità più o meno elevata.
Le patologie collegate possono essere molto diverse a seconda delle dosi e delle vie di esposizione (inalazione, contatto cutaneo o ingestione accidentale) e comprendono dermatiti, malattie respiratorie e neurologiche o altre affezioni che interessano specifi ci organi bersaglio.
Negli agricoltori, è stato riscontrato un rischio più alto della media di melanoma e di altri tumori della pelle rispetto alla popolazione generale. Secondo alcuni studi sembrerebbe che il melanoma sia legato non solo all’esposizione al sole, ma anche ai PF.
Da numerosi altri studi risulta inoltre che i lavoratori agricoli abbiano una più elevata probabilità di manifestare il morbo di Parkinson, rispetto alla popolazione generale, e che questo rischio derivi dall’esposizione a erbicidi tossici, specialmente il Paraquat, vietato in Europa dal 2007.

Dossier Ambiente n. 153 – I trimestre 2026

Rischio chimico ed esposizione occupazionale nel settore agricolo: strategie di riduzione e casi studio
A cura di Mario Di Luigi e Daniela Scutaru
Con la collaborazione di Claudio Beni, Laura Casorri, Eva Masciarelli e Gianluca Renzi

SOMMARIO
BIOGRAFIE
1. Introduzione: Contesto del rischio chimico in agricoltura – Laura Casorri, Eva Masciarelli
1.1 Principali fonti di rischio chimico nel settore agricolo: prodotti fi tosanitari, fertilizzanti di sintesi e biocidi
1.2 Esposizione occupazionale a rischio chimico (vie di esposizione e categorie di lavoratori esposti come operatori agricoli, operatori serricoli, addetti alle operazioni post-raccolta, operatori forestali, operatori zootecnici, operatori acquacoltura)
1.3 Quadro normativo europeo e italiano
2. Buone pratiche agronomiche per la riduzione dell’esposizione a sostanze chimiche – Daniela Scutaru, Laura Casorri, Eva Masciarelli, Claudio Beni
2.1 Fertilizzanti naturali e biologici per la riduzione dei concimi minerali
2.2 Ammendanti per il miglioramento della fertilità fi sica, chimica e biologica del suolo
2.3 Corroboranti e le sostanze di base per l’induzione della resistenza verso patogeni e parassiti
2.4 Uso dei fitocomplessi per la difesa delle colture
3. Casi studio – Daniela Scutaru, Laura Casorri, Eva Masciarelli, Claudio Beni, Gianluca Renzi
3.1 Centrali di condizionamento per i prodotti ortofrutticoli
3.2 Produzione in coltura protetta e coltivazioni fuori suolo
3.3 Il comparto pesca e l’acquacoltura
3.4 Esposizione a particolato atmosferico nel settore agro-forestale
3.5 Produzioni zootecniche
4. Protezione dei lavoratori dall’esposizione a sostanze chimiche – Marco Di Luigi
4.1 Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) nei lavori agricoli
4.2 Ruolo dei DPI nel sistema di prevenzione del rischio in agricoltura
4.3 Obblighi normativi e responsabilità datoriali
4.4 Tipologie di DPI utilizzati nei lavori agricoli
4.5 Corretto utilizzo, manutenzione e limiti dei DPI
4.6 Integrazione dei DPI con le altre misure di prevenzione

Fonte: Associazione Ambiente e Lavoro

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