Raccolta della plastica in crisi in 4 regioni. Un documento della Conferenza delle Regioni descrive i problemi di Lazio, Emilia-Romagna, Marche e Sardegna e propone ventuno azioni da indirizzare al MASE, tutte a orizzonte immediato o di breve termine, elaborate sulla base dei riscontri trasmessi dalle Regioni e costruite in continuità con la roadmap ministeriale.
L’estate non ha portato cambiamenti significativi nella crisi del riciclo della plastica, nonostante le iniziative della roadmap messa a punto dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica e dallo specifico tavolo sulla crisi. In alcune regioni il sistema locale di raccolta differenziata è talmente in crisi che la plastica differenziata potrebbe essere conferita in discarica.
Il documento “Crisi della filiera degli imballagi in plastica. Proposta delle Regioni e delle Province autonome: ventuno azioni a breve termine” elaborato della Conferenza delle Regioni, approvato nella seduta del 10 settembre 2026, restituisce un quadro della situazione aggiornato al mese di agosto.
MASE – STRATEGIA NAZIONALE PER L’ECONOMIA CIRCOLARE
Tavolo Plastiche
Quadro conoscitivo aggiornato
28 luglio 2026
MASE – STRATEGIA NAZIONALE PER L’ECONOMIA CIRCOLARE
Tavolo Plastiche
Proposta di roadmap di azioni
28 luglio 2026
La filiera nazionale della raccolta, della selezione e del riciclo degli imballaggi in plastica attraversa una fase di crisi che non ha origine nella raccolta differenziata, la cui prestazione continua a migliorare, ma nel mercato di sbocco del materiale raccolto. Il calo delle quotazioni dei polimeri vergini, la pressione delle importazioni extraeuropee e i costi energetici hanno azzerato la convenienza economica del riciclato, determinando la contrazione della capacità industriale di riciclo, il rallentamento dei ritiri e l’accumulo dei materiali presso i centri di selezione e i centri comprensoriali. In questo quadro le Regioni occupano la posizione più esposta: esercitano le funzioni autorizzative sugli impianti, fronteggiano i profili di sicurezza
connessi all’accumulo, rispondono del conseguimento degli obiettivi di riciclo e subiscono gli effetti sulla continuità del servizio pubblico di raccolta, senza però disporre di alcuna leva sul mercato che ne determina la causa. È in tale asimmetria fra responsabilità e strumenti che si colloca il contributo “Crisi della filiera degli imballagi in plastica. Proposta delle Regioni e delle Province autonome: ventuno azioni a breve termine” elaborato dalla Commissione ambiente, energia e sostenibilità della Conferenza delle Regioni.
Il tavolo di monitoraggio della filiera dei rifiuti plastici, attivato dal MASE nell’ottobre 2025 nell’ambito della Strategia nazionale per l’economia circolare (che annovera oggi fra i propri componenti la rappresentanza regionale per il tramite della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, accanto all’associazione dei comuni, ai gestori del servizio, al sistema consortile, alle associazioni di impresa e, fra i nuovi ingressi, all’Autorità nazionale anticorruzione e all’Agenzia delle dogane e dei monopoli) nella riunione del 28 luglio 2026 ha presentato un quadro conoscitivo aggiornato e una proposta di roadmap di azioni. Quest’ultima articola ventisei interventi in quattro fasi – misure immediate sulle giacenze presso i centri comprensoriali, misure di riequilibrio economico della filiera a breve termine, riforme strutturali di sistema e monitoraggio dei dossier europei – ciascuno classificato in ragione del proprio stato di avanzamento, fra misure già attuate o in corso, proposte da valutare e dossier da seguire senza azione diretta immediata.
Il documento della Conferenza delle Regioni non ha carattere di segnalazione, ma di proposta: raccoglie infatti ventuno azioni da indirizzare al Ministero, tutte a orizzonte immediato o di breve termine, elaborate sulla base dei riscontri trasmessi dalle Regioni e costruite in continuità con la roadmap ministeriale, di cui si condividono l’impostazione e, in particolare, la costruzione della base dati ISPRA sugli impianti di riciclo finale
26/125/CR5bis/C5
CRISI DELLA FILIERA DEGLI IMBALLAGGI IN PLASTICA. PROPOSTA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME: VENTUNO AZIONI A BREVE TERMINE
Premessa
1. Il quadro emerso dai riscontri regionali
2. Garanzia ed esigibilità del ritiro (azioni 1-4)
3. Stoccaggi, sicurezza, movimenti interregionali e spedizioni intra-UE (azioni 5-9)
4. Rilevazione unificata e dati economici (azioni 10-11)
5. Riequilibrio economico immediato (azioni 12-15)
6. Frontiere ed effettività degli obblighi (azioni 16-18)
7. Squilibri territoriali e prossimità (azioni 19-20)
8. Sede, cadenza e verificabilità (azione 21)
9. Considerazioni conclusive
Fonte: Conferenza delle Regioni
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