ATS Milano: il fumo passivo provoca danni anche agli animali d’affezione

L’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Milano ha lanciato la campagna “Il fumo uccide anche loro” sui danni provocati agli animali d’affezione dal fumo passivo. L’iniziativa è volta alla sensibilizzazione dei proprietari di animali domestici su questo tema e vuole fornire un ulteriore motivo per ridurre o cessare l’uso del tabacco.

Parte a Milano la campagna dell’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Milano “Il fumo uccide anche loro”, sui danni provocati agli animali domestici dal fumo passivo. L’iniziativa ha lo scopo di fornire ai fumatori proprietari di cani o gatti un ulteriore motivo per ridurre o cessare l’uso del tabacco: salvaguardare anche la salute dei pets.

Il materiale informativo sulle patologie provocate dal fumo passivo e sugli accorgimenti da utilizzare per arginare i rischi è reperibile nelle strutture veterinarie a partire dalla seconda metà di gennaio. La campagna è patrocinata dal Comune di Milano, dalla FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) e dall’associazione ALCASE (associazione per lo studio e la ricerca clinica per il cancro del polmone).

Negli animali domestici le principali cause di patologie legate al fumo passivo sono l’inalazione e il contatto diretto con i residui ambientali del fumo. Principale inquinante dei luoghi chiusi, il fumo passivo ha un’elevata concentrazione di sostanze cancerogene. Queste ultime si depositano sul suolo, sui mobili, sui tessuti e sul pelo degli animali, esponendoli a gravi rischi. Secondo un recente studio dell’Università di Glasgow, i pets sono più a rischio degli esseri umani per quanto riguarda le patologie da fumo passivo dato che passano più tempo in casa dei proprietari, che sono spesso fisicamente vicini al fumatore (accanto o in braccio) e che sono maggiormente a contatto con le superfici in cui si depositano i residui. Un altro pericolo per gli animali domestici è l’ingestione di mozziconi: la nicotina assunta per via orale è un veleno neurotossico ed è frequente che, soprattutto i cani, attirati dalla saliva umana, ne ingeriscano una quantità potenzialmente letale.

Generalmente i cani sono più esposti ai tumori di naso e polmoni, mentre i gatti ai tumori orali per via del “grooming”, ovvero la costante cura del pelo che mette in contatto le mucose orali con i residui rimasti sul pelo. Sono riconducibili al fumo passivo anche altre patologie respiratorie, che vanno dall’irritazione o infiammazione delle prime vie aeree sino a forme di asma, bronchiti croniche e polmoniti. Per quanto riguarda le tipologie di tumori che possono presentarsi nel cane, ci sono differenze in base alla conformazione fisica: in quelli con muso più lungo sono maggiormente presenti neoplasie delle cavità nasali, mentre in quelli a muso corto sono più frequenti forme neoplastiche polmonari.

La campagna di sensibilizzazione coinvolge tutte le strutture veterinarie di Milano, che provvedono a diffondere il materiale divulgativo e a fornire le necessarie informazioni scientifiche. Ai fumatori proprietari di animali domestici che intendono arginare il più possibile i rischi del fumo passivo, è suggerito di non fumare in presenza dell’animale, di svuotare sempre il posacenere, di lavarsi le mani prima di toccare l’animale dopo aver fumato e di fumare all’aperto evitando che il fumo entri in casa.

A convalidare l’iniziativa dell’Ordine dei Medici Veterinari di Milano concorre lo studio dell’Henry Ford Health System di Detroit dal quale emerge che tra i fumatori proprietari di animali domestici il 28,4% intende smettere di fumare per tutelare la salute degli animali, l’8,7% chiederebbe al convivente di smettere e il 14,2% smetterebbe di fumare al chiuso.

Fonte: ATS Milano

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