Spread climatico: il costo del riscaldamento per le finanze pubbliche e per la crescita in Italia. Una nuova analisi del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici quantifica per la prima volta il legame tra rischio climatico e finanze, mostrando come il cambiamento climatico possa indebolire in modo strutturale la crescita economica italiana e aggravare le finanze pubbliche.
Il nuovo studio “Rischio climatico in Italia: scenari, costi e opzioni di risposta” del CMCC quantifica per la prima volta il legame in Italia tra rischio climatico e finanze, mostrando come il cambiamento climatico possa indebolire in modo strutturale la fragile crescita economica italiana e aggravare la sostenibilità delle finanze pubbliche. Il riscaldamento può costare all’Italia fino a 6 punti di PIL entro metà secolo, e raddoppiare i rischi di rifinanziamento del debito italiano. Le perdite non colpiscono l’Europa in modo uniforme: le regioni meridionali e orientali risultano più esposte, mentre, per l’Italia, il rischio principale è una traiettoria di crescita e di esposizione fiscale strutturalmente più fragile.
Secondo la recente analisi del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, realizzata in collaborazione con Deloitte Climate & Sustainability e European University Institute, in assenza di politiche climatiche e misure di adattamento adeguate, l’Italia potrebbe registrare entro il 2050 un livello di PIL inferiore fino a 6 punti percentuali rispetto a uno scenario senza danni climatici. Un impatto che non si esaurisce nella perdita di ricchezza prodotta, ma si trasmette anche alla sostenibilità delle finanze pubbliche attraverso una dinamica di crescita più debole e un rapporto debito/PIL più difficile da contenere.
Per l’Italia, le stime indicano un impatto rilevante già entro la metà del secolo. Per allora, il livello di PIL italiano risulta inferiore rispetto allo scenario senza danni climatici di una quota compresa tra circa l’1,6% e il 4,2% nello scenario ad alta crescita, fino a raggiungere valori compresi tra il 2,2% e il 6,0% nello scenario tendenziale con temperatura più elevata. In un contesto come quello italiano in cui la crescita è già strutturalmente bassa, questo si traduce in una perdita di crescita che può raggiungere il 15% .
La differenza è particolarmente significativa se letta lungo l’intero arco dei venticinque anni considerati: una crescita più bassa riduce la base imponibile, indebolisce il denominatore del rapporto debito/PIL e incide sulla dinamica fiscale complessiva.
Le perdite di PIL si ripercuotono sulle finanze pubbliche attraverso canali strettamente intrecciati. Una crescita più debole aumenta meccanicamente il rapporto debito/PIL, riduce lo spazio fiscale disponibile e rende più complessa la gestione della sostenibilità del debito nel medio e lungo periodo.
Dalle analisi emergono due messaggi principali: i danni climatici aggravano il rischio di sostenibilità delle finanze pubbliche, soprattutto negli scenari di aumento più elevato della temperatura; e il rischio climatico agisce come amplificatore di vulnerabilità, propagandosi dal sistema economico alla finanza pubblica. Il premio sovrano, già alto per l’alto livello di debito, si allarga per l’effetto dello spread climatico.
L’analisi evidenzia quindi che mitigazione e adattamento sono strumenti di protezione della crescita economica e della stabilità finanziaria.
Il quadro europeo mostra come gli impatti economici del cambiamento climatico siano distribuiti in modo diseguale. Le aree meridionali e orientali dell’Europa risultano più esposte agli effetti del riscaldamento globale, con conseguenze più marcate sulla produttività, sulle infrastrutture e sui sistemi economici locali.
Gli estremi meteorologici e climatici producono già oggi costi rilevanti. Nel periodo 1980-2024, gli eventi estremi hanno causato nell’Unione europea perdite economiche stimate in 822 miliardi di euro. Gli ultimi quattro anni rientrano tra i cinque anni con le perdite più elevate dell’intera serie storica: nel complesso, il quadriennio 2021-2024 ha fatto registrare perdite per oltre 208 miliardi di euro, più del 25% del totale degli ultimi 45 anni.
Queste stime riguardano soprattutto le perdite sugli asset fisici e non esauriscono l’insieme dei costi indiretti, sanitari, produttivi e distributivi associati al cambiamento climatico.
Una parte crescente del danno economico europeo è associata al calore estremo e alla siccità. Le perdite da ondate di calore, misurate attraverso la riduzione della produttività del lavoro, sono state stimate tra lo 0,3% e lo 0,5% del PIL europeo, con impatti superiori all’1% in diverse regioni particolarmente vulnerabili.
Le proiezioni indicano inoltre che, negli anni Sessanta del secolo, tali perdite potrebbero superare l’1,1% del PIL europeo in assenza di ulteriore adattamento.
Per la siccità, in uno scenario senza ulteriore azione climatica e senza adattamento, le perdite annue per UE e Regno Unito potrebbero aumentare dagli attuali 9 miliardi di euro a oltre 65 miliardi di euro l’anno in un mondo a 4 °C, con una marcata concentrazione geografica nel Sud e nell’Ovest del continente.
Rischio climatico in Italia: scenari, costi e opzioni di risposta
Introduzione
Executive Summary
Capitolo 1: I cambiamenti climatici in Italia
1.1 Lo stato del clima attuale
1.2 Gli scenari climatici di lungo periodo
1.3 Le previsioni di medie ed estremi climatici in Italia ed Europa dal 2030 al 2050
Capitolo 2: Contesto normativo: il quadro politico europeo e italiano in materia di clima
2.1 Il quadro politico europeo
2.2 Il quadro normativo dell’UE sulla finanza sostenibile per il rischio climatico
2.3 Rischio climatico e contesto normativo in Italia
Capitolo 3: Gli impatti futuri dei cambiamenti climatici e le loro conseguenze sociali ed economiche
3.1 Impatti economici settoriali
3.2 Impatti sociali
Capitolo 4: Le conseguenze macroeconomiche e finanziarie dei cambiamenti climatici
4.1 Le stime della letteratura scientifica sull’impatto del cambiamento climatico sulla crescita economica mondiale ed europea
4.2 Metodi e scenari utilizzati per le nuove stime per l’Italia e l’Europa
4.3 Gli impatti futuri sulla crescita economica italiana ed europea
4.4 Le conseguenze per la stabilità del sistema finanziario e per le finanze pubbliche
Capitolo 5: Opzioni politiche e tecnologiche per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici
5.1 Strumenti di politica climatica per la mitigazione e l’adattamento
5.2 Tecnologie di mitigazione e adattamento
5.3 Investimenti e costi di mitigazione e adattamento
Glossario
Scenari e modelli climatici
Indicatori climatici e impatti fisici
Economia climatica e finanza
Normativa e politiche europee
Tecnologie e soluzioni per la transizione
Riferimenti Bibliografici
Fonte: CMCC
Vai al rapporto “Rischio climatico in Italia: scenari, costi e opzioni di risposta”…


