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CNEL, presentata la “Relazione sui servizi pubblici 2026”

Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) ha presentato la “Relazione annuale sui servizi pubblici 2026” indirizzata al Parlamento e al Governo che illustra i livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini.

 

Presentata il 14 ottobre 2026 la “Relazione annuale sui servizi pubblici 2026” del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL). Prevista dall’articolo 10-bis della cosiddetta “Legge Mattarella” (n. 936/1986) che disciplina il funzionamento e le attribuzioni del CNEL, e introdotta dalla riforma del lavoro pubblico del 2009 (n.15/2009), la Relazione analizza i livelli e la qualità dei servizi erogati dalle amministrazioni centrali e locali a cittadini e imprese.

Alla presentazione sono intervenuti il presidente del CNEL Renato Brunetta e la consigliera Marcella Mallen, coordinatrice generale della Relazione. Hanno preso parte ai lavori Filippo Patroni Griffi, giudice della Corte costituzionale, Monica Parrella, coordinatrice dell’Unità di missione PNRR del Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, e Francesco Maria Chelli, presidente dell’Istituto nazionale di statistica (ISTAT). Ha moderato i lavori Gianni Trovati, giornalista del Sole 24 Ore.

Scrive il CNEL: “Messa sotto stress dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), la Pubblica amministrazione italiana ne esce cambiata. Lavorare per target e milestone, entro scadenze certe, per obiettivi misurabili e con l’obbligo di rendere conto dei risultati, ha modificato il modo di operare degli uffici, centrali e locali, che hanno risposto in maniera positiva e soddisfacente, contribuendo alla riuscita del Piano.
Le riforme varate con il PNRR a partire dal 2021 hanno ridisegnato le regole per selezionare e formare il personale e per programmarne i fabbisogni, innestandosi sulla cultura della performance e della valutazione, introdotta più di quindici anni fa con la riforma del lavoro pubblico del 2009.
I risultati si vedono anche nei servizi. Con circa 115 miliardi di euro di investimenti localizzati nelle Regioni, il Piano ha portato oltre tre milioni di persone nei percorsi delle politiche attive del lavoro, 3.525 nuovi autobus nel trasporto pubblico locale, l’assistenza domiciliare a quasi un ultrasessantaquattrenne su dieci. Il quadro complessivo resta però quello di una Pubblica amministrazione a due velocità, in cui la modernizzazione non ha ancora colmato le storiche disuguaglianze territoriali e sociali nell’accesso ai servizi”.

Secondo Quotidiano Sanità la Relazione annuale sui servizi pubblici 2026 fotografa un SSN a due velocità: eccellenza degli esiti e dei livelli di sopravvivenza da un lato, sottofinanziamento strutturale, carenza di personale e disuguaglianze territoriali dall’altro con un italiano su dieci che rinuncia a curarsi.

Relazione sui servizi pubblici 2026
Relazione annuale al Parlamento e al Governo sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini – Legge 30 dicembre 1986, n. 936, articolo 10-bis, lett. a)
INDICE
Prefazione: Renato Brunetta
Introduzione: Marcella Mallen
CAPITOLO 1 – Le amministrazioni pubbliche italiane: il quadro generale a cura di Efisio Espa
CAPITOLO 2 – L’analisi territoriale a cura di Emanuele Padovani
CAPITOLO 3 – Analisi di settore su comparti di servizi a cura di Carla Collicelli
CAPITOLO 4 – Focus tematiciiali e valore pubblico 247
CAPITOLO 5 – La customer satisfaction nei servizi pubblici: sistemi di rilevazione e risultati
APPENDICE – Le buone pratiche dai territori: il premio CNEL “Impatto PA” a cura di Emanuele Padovani

Fonte: CNEL

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