Direttiva quadro sulle Acque 2000/60/CE

La direttiva 2000/60/CE istituisce il quadro per l’azione comunitaria in materia di acque attraverso l’introduzione di un approccio innovativo, tanto dal punto di vista ambientale, quanto amministrativo-gestionale.
Prevista l’adozione, entro il 28 febbraio 2010.
Disponibile online il nuovo sito della Direttiva quadro sulle Acque 2000/60/CE

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Pubblicati documenti e informazioni sullo stato delle attività per la tutela delle risorse idriche nazionali

La direttiva 2000/60/CE istituisce il quadro per l’azione comunitaria in materia di acque attraverso l’introduzione di un approccio innovativo, tanto dal punto di vista ambientale, quanto amministrativo-gestionale.

La direttiva si propone di proteggere tutte le acque (fiumi, laghi, acque costiere e acque sotterranee) e stabilisce obiettivi ambiziosi per garantire che tutte le acque raggiungano, entro il 2015, la condizione di “buono stato” e mantengano lo “stato elevato”.

Essa richiede che i singoli Stati Membri affrontino la tutela delle acque a livello di bacino idrografico. L’unità territoriale di riferimento per la gestione del bacino è individuata nel distretto idrografico.

Il 2009 ha rappresentato un anno cruciale.
Sono state condotte, infatti, per ciascun distretto idrografico, le attività per la predisposizione del piano di gestione, che rappresenta il principale strumento di programmazione/attuazione della direttiva, individuando il programma di misure da mettere in atto per il raggiungimento degli obiettivi ambientali.

La direttiva riconosce il ruolo attivo di tutte le parti interessate nella formazione dei piani prevedendo specifiche fasi di consultazione pubblica.

A gennaio 2010 si sono concluse le attività di consultazione pubblica dei progetti di piano e le autorità di bacino nazionali, insieme alle regioni Sicilia e Sardegna, stanno completando le attività di recepimento delle osservazioni pervenute in vista dell’adozione, entro il 28 febbraio 2010.

La direttiva 2000/60/CE si propone di raggiungere i seguenti obiettivi generali:
– ampliare la protezione delle acque, sia superficiali che sotterranee
– raggiungere lo stato di “buono” per tutte le acque entro il 31 dicembre 2015
– gestire le risorse idriche sulla base di bacini idrografici indipendentemente dalle strutture amministrative
– procedere attraverso un’azione che unisca limiti delle emissioni e standard di qualità
– riconoscere a tutti i servizi idrici il giusto prezzo che tenga conto del loro costo economico reale
– rendere partecipi i cittadini delle scelte adottate in materia.

(Pa-Ro)

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