European Environmental Bureau (EEB), la più grande rete di organizzazioni civiche ambientaliste in Europa, commenta i nuovi dati di Eurostat sui rifiuti elettronici pro capite raccolti nell’UE e rilancia il documento “La posizione delle ONG sulla revisione della direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)”.
I nuovi dati Eurostat, pubblicati il 14 ottobre 2026, evidenziano in crescente problema rappresentato dai rifiuti elettronici in Europa, infatti gli elevati livelli di consumo di dispositivi elettronici continuano a generare grandi quantità di apparecchiature da smaltire e il settore è ancora ben lontano dall’essere circolare, con la raccolta, il riutilizzo e il riciclo che non raggiungono il loro pieno potenziale.
Le ONG ambientaliste invitano la Commissione europea a sfruttare la prossima revisione della legislazione sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) e del Circular Economy Act (CEA) per rafforzare significativamente la raccolta dei dispositivi elettronici, la loro preparazione al riutilizzo e il riciclo di alta qualità. Isabelle Radovan, responsabile delle politiche per l’economia circolare e i rifiuti presso l’Ufficio europeo per l’ambiente (EEB), ha dichiarato: “In Europa si consumano e si smaltiscono più dispositivi elettronici che mai, eppure le carenze strutturali del settore rimangono irrisolte. La legislazione rivista sui rifiuti elettronici e la legge sull’economia circolare devono concentrarsi sulla prevenzione dei rifiuti e sul prolungamento del ciclo di vita dei prodotti. È tempo di affrontare il problema dei rifiuti elettronici alla fonte”.
Gli ultimi dati di Eurostat dimostrano l’urgente necessità di intervenire. Nel 2024:
– nell’UE sono state vendute 14,6 milioni di tonnellate di apparecchiature elettriche ed elettroniche, con un incremento del 91% rispetto al 2012;
– nell’UE, i paesi con il più alto consumo pro capite di apparecchiature elettriche ed elettroniche sono stati Austria , Germania , Danimarca, Spagna e Paesi Bassi, con livelli di consumo compresi tra 35,6 e 38,2 chilogrammi a persona;
– sono state raccolte 5,5 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, circa il 6% in più rispetto al 2023;.
– i tassi di raccolta sono allarmantemente bassi in tutta l’UE. La Germania, ad esempio, è tra gli Stati membri con i maggiori volumi di prodotti immessi sul mercato, eppure ha registrato un tasso di raccolta di appena il 28,7%;
– i tassi più bassi di raccolta dei rifiuti elettronici sono stati registrati in Italia, Slovenia e Grecia .
La crescente domanda di dispositivi elettronici consuma risorse limitate come litio, palladio e rame. L’estrazione e la lavorazione delle materie prime sono responsabili del 55% delle emissioni globali di gas serra, fino al 40% degli impatti sulla salute derivanti dal particolato e del 90% della perdita di biodiversità terrestre. La breve durata dei prodotti, gli ostacoli alla riparazione e al riutilizzo e lo smaltimento improprio aggravano ulteriormente questi impatti. Inoltre, grandi quantità di rifiuti elettronici vengono smaltite insieme ai rifiuti indifferenziati o esportate illegalmente. Ciò può rilasciare sostanze inquinanti tossiche, causare incendi che coinvolgono batterie agli ioni di litio e impedire il riutilizzo o il riciclo di dispositivi e materiali.
In un documento congiunto, pubblicato a maggio 2026, le ONG ambientaliste hanno chiesto che la prevenzione dei rifiuti sia al centro del futuro quadro normativo RAEE e del CEA (Common Environment Act). La revisione delle norme secondo il documento “NGOs’ position on the revision of the Waste from Electrical and Electronic Equipment (WEEE) Directive” dovrebbe stabilire obiettivi vincolanti per prevenire i rifiuti, rafforzare la riparazione, il riutilizzo e la raccolta anche grazie a solidi sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR). Questi sistemi dovrebbero essere armonizzati a livello UE, prendendo come riferimento i sistemi nazionali più avanzati, e sarebbe necessario che includessero finanziamenti obbligatori per la riparazione e la preparazione al riutilizzo, tariffe eco-modulate che premino la progettazione sostenibile dei prodotti e una governance inclusiva per garantire che i produttori siano responsabili dei loro prodotti durante tutto il loro ciclo di vita. La sola raccolta corretta di rifiuti elettronici non è sufficiente: i dispositivi funzionanti e riparabili devono essere identificati e indirizzati verso il riutilizzo prima di essere riciclati. Ciò richiede obiettivi di riutilizzo specifici, finanziamenti adeguati per i produttori e accesso ai punti di raccolta per gli operatori del riutilizzo.
Fonte: EEB