Esplosione in Texas, EPA: l’azienda aveva minimizzato i rischi

SECONDO il Dallas Morning News la società aveva minimizzato i danni alla Texas Commission on Environmental Quality.
In un rapporto presentato all’EPA, responsabili avevano minimizzato i rischi provocati da un’eventuale esplosione o da un incendio

Un’enorme esplosione in un impianto di fertilizzanti in Texas che ha devastato un’intera cittadina – West, a 30 chilometri da Waco – con un’onda d’urto che ha distrutto quasi ogni cosa nel raggio di chilometri. «Come una bomba nucleare», raccontano i testimoni.
Come un terremoto di magnitudo 2,1, affermano all’Usgs, l’istituto geofisico americano.

Secondo il Dallas Morning News la società aveva minimizzato i danni alla Texas Commission on Environmental Quality dopo che diverse denunce degli abitanti lamentavano un forte odore di ammoniaca proveniente dagli impianti.

In un rapporto presentato all’Environmental Protection Agency (EPA), l’agenzia federale per l’Ambiente, i responsabili avevano minimizzato i rischi provocati da un’eventuale esplosione o da un incendio.

La nuvola tossica che si è formata quando sono saltate in aria le 25 tonnellate di ammoniaca secondo i dirigenti della fabbrica si sarebbe dissolta in fretta senza creare situazioni preoccupanti.

L’EPA (Environmental Protection Agency – (l’ente di protezione ambientale statunitense), multò nel 2006 la fabbrica di fertilizzanti esplosa la scorsa notte vicino a Waco, in Texas, per non aver aggiornato, nell’impianto, il piano per le emergenze.
L’azienda fu multata di 2.300 dollari.
Lo riporta il Wall Street Journal.

La West Fertilizer chiese nello stesso anno un permesso per due depositi da 12.000 galloni (più di 45.000 litri) di ammoniaca anidra, secondo l’agenzia ambientale del Texas.
L’agenzia sottolineò che una fabbrica così vicina alle zone popolate dovesse avere un sistema per fronteggiare eventuali emissioni accidentali di ammoniaca.

Si tratta di un impianto che conteneva oltre 25 tonnellate di sostanze chimiche: soprattutto ammoniaca, stivata in grandi container, un agente chimico che provoca ustioni e che se inalata può essere fatale.
Non a caso molti dei feriti presentano bruciature di natura chimica.

Tutte le piste vengono seguite, anche quella criminale.
Quella che – all’indomani di Boston e della vicenda delle lettera alla ricina per Obama ed alcuni senatori – fa più paura.
Ma c’è soprattutto la pista che porta ad eventuali falle nella sicurezza dell’impianto.
Con la proprietaria del complesso, la Adair Grain, più volte al centro di polemiche.

Fatto sta che solo lo scorso febbraio una scuola vicina era stata chiusa per un incendio scoppiato nello stabilimento.
L’impianto era poi stato messo sotto inchiesta nel 2006 dalla Texas Commission on Environmental Quality che aveva ricevuto denunce per l’ odore di ammoniaca proveniente dagli impianti.

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