L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro pubblica la relazione “Prevenzione dei rischi psicosociali in Europa: strategie, normativa e insegnamenti tratti dall’esperienza pratica” che compara nove casi studio condotti in tutta Europa.
L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro pubblica una nuova relazione comparativa sui rischi psicosociali negli ambienti di lavoro riunendo gli elementi emersi da nove studi di casi condotti in tutta Europa e mostra come possano essere prevenuti e gestiti in modo efficace.
Attingendo alle esperienze maturate in settori quali l’ospitalità, l’edilizia, il settore bancario e le imprese sociali, la relazione mette in evidenza una serie di misure volte a prevenire le molestie, sostenere la salute mentale e il benessere della forza lavoro, migliorare le pratiche di leadership e istituire sistemi riservati per l’individuazione precoce e la gestione dello stress nei luoghi di lavoro. I casi studio offrono insegnamenti pratici e approcci trasferibili che possono essere applicati in diversi contesti lavorativi per favorire una prevenzione efficace.
L’EU-OSHA invita a consulta la relazione “Prevenzione dei rischi psicosociali in Europa: strategie, normativa e insegnamenti tratti dall’esperienza pratica”, gli studi di casi correlati e ad approfondire i contenuti della prossima campagna «Insieme per la promozione della salute mentale negli ambienti di lavoro».
Relazione
Prevenzione dei rischi psicosociali in Europa: strategie, normativa e insegnamenti tratti dall’esperienza pratica
La relazione esamina, in maniera comparativa, la prevenzione dei rischi psicosociali in cinque paesi europei analizzando strategie, normativa e iniziative a livello settoriale e aziendale. Il documento evidenzia come il dialogo sociale, gli strumenti ad hoc, la formazione, la valutazione dei rischi e la cultura dell’organizzazione contribuiscano a una prevenzione efficace, delineando al contempo le sfide comuni, i fattori di successo e gli orientamenti politici per rafforzare il benessere nei luoghi di lavoro.
Fonte: EU-OSHA


