FederBio, bene l’operazione “Mela Stregata”

Sequestrati finti concimi contenenti matrina in un’operazione partita da una segnalazione di FederBio.

FederBio, che dal 2013 ha attivato un gruppo di lavoro specifico per i mezzi tecnici ammessi in biologico e ha fra i propri soci IBMA Italia-ASSOMETAB (associazione di imprese che producono prodotti per la difesa, coadiuvanti, fertilizzanti e corroboranti utilizzabili in agricoltura biologica), ha avuto un ruolo attivo nel dare avvio all’operazione “Mela Stregata” condotta dai militari della Guardia di finanza del Nucleo di polizia tributaria di Cagliari e dell’Ispettorato repressione frodi (ICQRF) che ha portato al sequestro di finti concimi contenenti il principio attivo matrina, che ha in realtà efficacia come pesticida ma non è fra quelli ammessi in agricoltura biologica pur se di derivazione naturale. Il principio attivo, estratto da una pianta di origine asiatica, non è registrato come pesticida secondo la legislazione europea e nazionale nemmeno per l’agricoltura convenzionale ma nonostante questo i prodotti della ditta ICAS sono stati maggiormente impiegati proprio su questo tipo di colture.

Spiega il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla: “Le indagini coordinate dalla Procura di Cagliari hanno preso avvio dal coordinamento attuato con l’ufficio di Cagliari di ICQRF al quale FederBio ha messo a disposizione il carteggio avviato già a luglio 2013 con i ministeri delle Politiche agricole e della Salute su questi prodotti, al tempo venduti come “preparati biodinamici”, e tutto il materiale raccolto dalla propria organizzazione territoriale. Già un anno fa infatti FederBio aveva diramato un allerta anche a tutti gli organismi di certificazione associati e alle organizzazioni dei produttori socie di UPBIO, l’Unione Nazionale dei Produttori Biologici e Biodinamici, affinché si evitasse l’impiego di questi preparati e fosse impedita la certificazione dei prodotti eventualmente trattati. L’allerta è stato poi reiterato anche a inizio 2014, nonostante le minacce di querela e i tentativi di contatto da parte di ICAS e la trasformazione delle etichette dei prodotti, diventati fertilizzanti. Da segnalare tuttavia che l’impiego di questi prodotti ha riguardato massicciamente anche l’agricoltura cosiddetta “integrata”, nelle quali non c’è un sistema di certificazione come quello del biologico in grado di monitorare l’effettivo impiego di questi prodotti. FederBio, che rappresenta tutto il comparto del bio italiano, ha l’obiettivo di tutelare tutti gli operatori onesti che fanno crescere un settore strategico per l’agroalimentare italiano. Le segnalazioni e le attività che la federazione porta avanti per evitare che realtà disoneste inquinino il settore fanno parte di questa nostra missione e riguarda tutti gli ambiti di possibile frode. Siamo quindi molto soddisfatti quando, come in questo caso, è possibile una collaborazione fattiva con le Autorità competenti che consenta di risolvere in tempi ragionevoli una situazione delicata non solo per il mondo del bio ma più in generale per l’agricoltura italiana, fiore all’occhiello del Made in Italy in tutto il mondo”.

Fonte: FederBio

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