Greenpeace monitora l’aria davanti alle scuole di Milano

I bambini di Milano respirano smog a pieni polmoni, questo l’allarmante risultato del monitoraggio effettuato da Greenpeace davanti dieci scuole dell’infanzia e primarie per dieci giorni nella fascia oraria tra le 7.30 e le 8.30.

Per 10 giorni Greenpeace ha monitorato l’aria nei pressi di dieci scuole dell’infanzia e primarie di Milano – tra le 7.30 e le 8.30 – rilevando costantemente concentrazioni di biossido di azoto (NO2) ampiamente al di sopra del valore individuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la protezione della salute umana (40 μg/m3, microgrammi per metro cubo).

La concentrazione media oraria più bassa rilevata all’ingresso delle scuole milanesi è di 63,4 μg/m3, la più alta 113,7 μg/m3. Si registrano picchi – in concentrazioni medie su dieci minuti – fino a 124,6 μg/m3: un valore abnorme, se si considera che già nel 2005 l’OMS segnalava come nei bambini gli effetti patogeni del NO2 sul sistema respiratorio siano provati anche per concentrazioni inferiori ai 40 μg/m3.

Come recetemente dimostrato nel report “Ogni respiro è un ​rischio”, il biossido di azoto è classificato tra le sostanze certamente cancerogene, i suoi effetti patogeni sono principalmente a carico delle vie respiratorie, del sistema sanguigno, delle funzioni cardiache. È, per l’appunto, particolarmente nocivo sui bambini, causando infezioni alle vie respiratorie, asma, polmoniti, ritardo nello sviluppo del sistema nervoso e dei processi cognitivi. L’esposizione al NO2 è causa inoltre di nascite precoci e sottopeso; per le donne in gravidanza c’è un maggiore rischio di complicanze.

I valori di NO2 registrati a Milano sono in media più alti di quasi il 50% di quelli delle scuole della capitale. I bambini di questa città giorno dopo giorno, cinque giorni a settimana, per nove mesi l’anno, fanno ogni mattina un terribile “pieno” di gas irrespirabili prima di sedersi ai loro banchi. C’è un solo modo per abbattere le concentrazioni di biossidi di azoto nelle grandi città: limitare progressivamente la circolazione dei diesel, fino a vietarla nei prossimi anni.

Fonte: Greenpeace

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