Italia spreca 5miliardi di Euro/anno per carenze della rete idrica.

L’Italia spreca circa €5mld l’anno a causa delle carenze infrastrutturali della nostra rete idrica. La denuncia viene dall’ex presidente dei giovani imprenditori di Confapi, oggi parlamentare Catia Polidori, in una risoluzione votata all’unanimita’ in VIII (Ambiente) e X (Attivita’ Produttive) Commissione alla Camera il 14 luglio scorso.

L’Italia spreca circa €5mld l’anno a causa delle carenze infrastrutturali della nostra rete idrica. La denuncia viene dall’ex presidente dei giovani imprenditori di Confapi, oggi parlamentare Catia Polidori, in una risoluzione votata all’unanimita’ in VIII (Ambiente) e X (Attivita’ Produttive) Commissione alla Camera il 14 luglio scorso.

“Le reti idriche e fognarie del nostro Paese – sostiene la parlamentare – presentano le maggiori carenze infrastrutturali rispetto ai principali Paesi europei. Infatti, il tasso di perdita negli acquedotti italiani è di circa il 40% contro il 10% circa della Germania ed il 15% della Gran Bretagna, nonostante la densità per area geografica e pro-capite di quei paesi sia inferiore rispetto all’Italia”.

In base alla tariffa nazionale media per l’acqua potabile, il controvalore economico delle perdite annue della rete idrica italiana è di circa 5 miliardi di euro, senza contare i danni ambientali generati, in particolare, dalle perdite della rete fognaria.
”I maggiori costi imputabili alle inefficienze della rete nazionale vengono ad oggi sostenuti direttamente dai cittadini attraverso il pagamento dei costi di fruizione dei servizi idrici e fognari, con evidente sottrazione di risorse alla capacità di spesa delle famiglie. La ricerca e l’innovazione nelle infrastrutture idriche costituirebbe una modalità efficace per adeguare la rete nazionale agli standard europei, anche se il quadro normativo non agevola oggi gli operatori del settore”.

In base alle stime di affidabilità di tenuta delle tubature, circa il 50 % degli attuali acquedotti, almeno 125.000 km di rete idrica, e oltre il 30% delle attuali fognature, corrispondente a 46.000 km di rete fognaria, devono essere sostituite entro il prossimo decennio, tanto più che sussiste una significativa presenza di reti contenenti amianto.
”Per le caratteristiche proprie della rete idrica questo settore può essere considerato tra quelli potenzialmente più idonei a sostenere una ripresa economica di lungo periodo. Per questo è stato chiesto al Governo di verificare tutti i possibili benefici derivanti da un programma di adeguamento e ammodernamento delle reti idrica e fognaria, di definire strumenti capaci di migliorare nel breve, nel medio e nel lungo periodo lo stato della rete idrica nazionale al fine di adeguarla agli standard europei con gli obiettivi del risparmio di risorse e della tutela dell’ambiente e della salute e di incentivare iniziative per elevare da subito il livello qualitativo dell’infrastruttura di rete idrica nazionale, anche attraverso l’individuazione di modelli locali efficienti già esistenti a cui ispirarsi per l’adeguamento dell’intera rete nazionale”.

(Fonte: Ingegneri.info)

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