La situazione dei diritti fondamentali nell’ UE

Il documento di seduta finale A5-0451/2002 del Parlamento europeo del 12 dicembre 2002

Con il documento di seduta finale A5-0451/2002 del Parlamento europeo del 12 dicembre 2002 – di cui riportiamo il testo integrale nel link – è stata resa nota la ” Relazione sulla situazione dei diritti fondamentali nell’ Unione europea (2001)”, svolta dall’ europarlamentare Joke Swiebel della Commissione per la libertà e i diritti dei cittadini, la giustizia e gli affari interni. La Relazione si richiama in particolare a: -precedenti relazioni annuali sulla situazione dei diritti dell’ uomo nell’ Unione europea, in particolare alla risoluzione del 5 luglio 2001 che ha dato il via a una nuova impostazione, inclusa la Carta dei diritti fondamentali dell’ UE come quadro di riferimento; – la terza relazione annuale dell’ UE sui diritti dell’ uomo nel 2001, adottata dal Consiglio ” Affari generali” l’ 8 ottobre 2001; – le conclusioni dell’ Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia ( EUMC) e le varie risoluzioni del Parlamento europeo sul tema, in particolare quella sulla posizione dell’ Unione europea nella Conferenza mondiale contro il razzismo e sull’ attuale situazione nell’ Unione; – le sentenze della Corte di giustizia e della Corte europea dei diritti dell’ uomo; – le convenzioni internazionali al riguardo e, in particolare, le conclusioni pubblicate nel 2001 dai comitati di vigilanza delle principali convenzioni delle Nazioni Unite e del Consiglio d’ Europa; – le relazioni di OGN internazionali ed europee che si occupano dei diritti dell’ uomo; – i rapporti sui paesi dell’ Unione adottati nel 2001 dalla Commissione europea contro il razzismo e l’ intolleranza in seno al Consiglio d’ Europa; e, infine, – l’ audizione pubblica organizzata dal Parlamento europeo il 17 aprile 2002 sul rispetto dei diritti fondamentali nell’ UE. Viene sottolineato – nella introduzione alla Relazione – che la Carta dei diritti fondamentali dell’ Unione europea costituisce la sintesi dei valori fondamentali sui quali si basa l’ Unione e alla quale fanno incessantemente riferimento l’ articolo 6, paragrafo 2, e gli articoli 7 e 29 del Trattato UE, ovvero la creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Quindi, in seguito alla proclamazione della Carta, spetta alle istituzioni dell’ UE prendere le iniziative necessarie all’ esercizio del loro ruolo di vigilanza sul rispetto dei diritti fondamentali neglki Stati membri in relazione agli impegni assunti con la firma del Trattato di Nizza il 27 febbraio 2001 e ritiene, inoltre, che sia compito essenziale del Parlamento europeo verificare il rispetto dei diritti fondamentali da parte delle istituzioni e degli organi dell’ Unione. Nel ricordare che la democrazia è basata nel pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, sulla piena applicazione del principio di legalità e sullo stato diritto, viene rivolto un invito agli Stati membri e alle istituzioni dell’ Unione europea a migliorare il pieno rispetto dei dettami dei trattati internazionali sui diritti dell’ uomo, in particolare la CEDU e i relativi protocolli, assieme alle rispettive costituzioni e leggi. La Relazione costituisce parte integrante di una Risoluzione del Parlamento europeo con la quale i vari aspetti dei diritti fondamentali vengono valutati e legittimati in: – Diritto alla vita; – Proibizione della tortura e dei trattamenti inumani; Proibizione della schiavitù e del lavoro forzato; – libertà di pensiero, di coscienza e di culto;- libertà di espressione e di informazione, diritto alla vita privata, protezione dei dati di carattere personale e accesso ai documenti; Diritto di asilo e protezione in caso di allontanamento, di espulsione e di estradizione; Politica di lotta alla discriminazione razziale e xenofoba; Diversità culturale, religiosa e linguistica; Parità tra uomini e donne; Discriminazione fondata sull’ orientamento sessuale, Diritti dell’ infanzia; Diritti dei disabili; Diritti di cittadinanza; Giustizia.

Fonte: Eur-Lex

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