Legambiente presenta il rapporto sulla qualità della vita nelle città italiane

Legambiente presenta “Ecosistema Urbano 2016”, il rapporto sulla qualità della vita nelle città italiane. Aria, acqua, mobilità, energia, rifiuti: Macerata, Verbania, Mantova, Trento e Bolzano guidano la classifica delle migliori ecoperformance della XXIII edizione.

Una diffusa staticità. È questa la diagnosi dello stato di salute delle città italiane fotografate da Ecosistema Urbano 2016, il rapporto realizzato da Legambiente giunto alla sua XXIII edizione. Un sostanziale immobilismo che non si registra solo considerando i dati attuali con quelli dell’anno precedente, ma che si conferma anche valutando un periodo più lungo, i cinque anni della durata del mandato di un sindaco.

La graduatoria delle città migliori: tra le prime dieci troviamo capoluoghi al di sotto degli 80mila abitanti (Macerata, Verbania, Mantova, Belluno, Oristano, Cuneo, Savona), tre centri di medie dimensioni (Trento, Bolzano e Parma) e nessuna grande città. In testa ancora prevalentemente il nord del Paese assieme con due città del centro Italia, la marchigiana Macerata quest’anno prima su tutte e la sarda Oristano (ottava). Le ultime cinque sono invece Frosinone e quattro città meridionali: Palermo, Siracusa, Caserta, Vibo Valentia, fanalino di coda della classifica.

In testa alla classifica di Ecosistema Urbano 2016 troviamo Macerata che scalza dalla vetta Verbania, la vincitrice dello scorso anno, grazie ad alcuni ottimi piazzamenti nei settori chiave della ricerca. Buono il dato relativo al biossido di azoto (NO2), dove Macerata si piazza ottava assoluta con una media di 17,9 microgrammi/mc, così come ottimo il dato relativo alle polveri sottili (quarto, con una media di 17,0 microgrammig/mc). Relativamente buono il livello dei consumi idrici procapite che con una media giornaliera di 125,9 l/ab/giorno tengono la città al quattordicesimo posto. Primo posto assoluto per l’assenza di grandi perdite nella rete idrica (appena l’8,6%, valore più basso della dispersione “fisiologica”) e ottimo il dato relativo alla raccolta differenziata dei rifiuti dove è settima con il 73,5% di rifiuti raccolti in maniera differenziata. Infine, due buoni piazzamenti negli indici relativi alle energie rinnovabili: il capoluogo delle Marche è sesto con 18,66 kW ogni 1000 abitanti per la potenza di solare installata su edifici pubblici e tra le prime con un ottimo 98% nel nuovo indice relativo alla percentuale di fabbisogno energetico domestico proveniente da fonti rinnovabili.

Seconda è Verbania, che resta tra le primissime confermando ottimi dati per quel che concerne l’NO dove è dodicesima con 21 microgrammi /mc, nelle medie relative alle polveri sottili (quarta insieme a Macerata) con la buona media di 17,0 microgrammi /mc, nelle perdite della rete idrica dove si attesta con il 22,7% di acqua dispersa, e nell’abituale ottimo dato relativo alla raccolta differenziata dei rifiuti dove Verbania fa meglio di tutti con l’86,2% di rd. Per estensione della superficie pedonalizzata procapite Verbania è seconda solo a Venezia con 2,10 mq per abitante, mentre per il livello di infrastrutturazione per la ciclabilità il capoluogo piemontese è quinto con 24,02 metri equivalenti ogni 100 abitanti.

Sul terzo gradino si piazza Mantova per buone performance nelle basse medie dell’NO2 (diciassettesima) e nella dispersione della rete idrica che si ferma al 15,5%. Ottima la percentuale di raccolta differenziata che raggiunge il 77% e secondo posto assoluto nell’indice dedicato alla ciclabilità con 26,66 metri equivalenti ogni 100 abitanti, dietro alla leader Reggio Emilia.

Quarta è Trento che centra alcuni ottimi risultati mantenendo comunque una buona media quasi ovunque con pochi scivoloni: appena il 15% di perdite della rete idrica la fanno settima assoluta in questo indice; è una delle quattro città che arrivano oltre l’80% di raccolta differenziata; secondo posto tra le città piccole per numero viaggi per abitante all’anno con il trasporto pubblico (167 viaggi /ab/anno), dietro a Brescia; nona per solare installato su edifici comunali con 12,86 kW ogni mille abitanti; il 53% di copertura del fabbisogno energetico domestico proviene da fonti rinnovabili.

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