Pensioni donne, Colombini (INCA) contesta l’interpretazione dell’INPS

Il podcast “Donne, il miraggio della pensione” (con Cavaterra, Bettio, Gnecchi e Colombini) di Radioarticolo1 è dedicato al tema delle pensioni delle lavoratrici.

Per accedere alla pensione anticipata, l’opzione contributiva per le donne deve essere applicata così come è stata scritta nella norma ed è dunque sbagliata l’interpretazione applicativa resa dall’Inps che intende far valere la finestra mobile, nonché l’aumento dell’età anagrafica secondo l’indice della speranza di vita. E’ questo in estrema sintesi, quanto ha affermato Fulvia Colombini, del collegio di presidenza dell’Inca, durante la trasmissione dell’8 settembre 2014 di Radioarticolo1, l’emittente radiofonica della Cgil, dedicata al tema delle pensioni delle lavoratrici.

Si tratta di una norma sperimentale da esercitare entro il 2015, introdotta nel 2003 e confermata nella legge di riforma Monti Fornero, che consente alle donne, con 57 anni, se dipendenti, 58 se autonome e 35 anni di contributi di poter andare in pensione anticipata. Una recente circolare dell’Inps, però, ha precisato che anche per questa opzione si applica la finestra mobile, cioè un’attesa di 12 mesi per le dipendenti e 18 per le autonome, nonché l’aumento dell’età anagrafica in ragione della speranza di vita. Perciò, nonostante la norma sia stata confermata, per molte donne si allontana la possibilità di andare in pensione anticipata, perché non più in possesso dei requisiti di accesso.

“E’ una interpretazione sbagliata – ha spiegato Colombini – e arbitraria, che va ben oltre le disposizioni di legge, sulla quale occorre aprire un confronto serio per ripristinare la corretta applicazione della norma. Per quanto riguarda l’Inca avvieremo la necessaria tutela a sostegno delle lavoratrici, anche con attività di contenzioso.”

Fonte: INCA

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