Piano d’azione pluriennale 2009-2013 in materia di giustizia elettronica europea.

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE C 75/1 del 31 marzo 2009 è pubblicato il Piano d’Azione pluriennale 2009-2013 del Consiglio UE in materia di giustizia elettronica europea.

Nel giugno 2007 il Consiglio GAI ha deciso che dovranno essere avviati lavori nella prospettiva di sviluppare, a livello europeo, l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) in materia di giustizia, in particolare per mezzo della creazione di un portale europeo al fine di contribuire alla razionalizzazione e alla semplificazione delle procedure giudiziarie.

L’uso di un sistema elettronico in questo settore permette di ridurre i tempi delle procedure e i costi di funzionamento, a vantaggio dei cittadini, delle imprese, degli operatori di giustizia e dell’amministrazione della giustizia.
Il documento del Consiglio UE sottolinea che lo sviluppo della giustizia elettronica deve iscriversi in un triplice contesto:
1-Lavori in materia di giustizia elettronica già realizzati, ovvero tenere conto dei lavori già realizzati volti in particolare a garantire l’accesso alle informazioni europee (siti delle istituzioni europee) in materia civile (rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale) o penale (per esempio la rete giudiziaria europea in materia penale o l’interconnessione dei casellari giudiziari europei) sulla base di iniziative delle professioni giudiziarie (per esempio la rete europea dei registri dei testamenti) o in altri contesti ancora,come ad esempio il collegamento in rete dei registri delle imprese, tramite il Registro europeo delle imprese (EBR), e dei registri fondiari, tramite il Servizio europeo di informazione territoriale (EULIS).
2-Il contesto della pubblica amministrazione elettronica.
Il sistema di giustizia elettronica europea deve essere concepito nel rispetto del principio di indipendenza della giustizia. Tuttavia, da un punto di vista tecnico, la giustizia elettronica deve tener conto del quadro più generale della pubblica amministrazione elettronica. Nel campo dei progetti in materia di infrastruttura protetta e autentificazione dei documenti esistono già competenze consolidate che devono essere messe a frutto. Deve essere promosso, in piena cooperazione con la Commissione, un quadro di interoperabilità europea (EIF) in seno al programma IDABC. I lavori a livello europeo sull’eSignature e sull’e-Identity sono particolarmente pertinenti in materia giudiziaria in cui l’autenticazione degli atti riveste un’importanza fondamentale.
Il programma pluriennale deve essere pertanto definito in questo contesto generale. Deve essere inteso non solo a dare una risposta a breve ma anche a medio o lungo termine che permetta di favorire, attraverso l’uso delle TIC, lo sviluppo di uno spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia.
3-Un approccio orizzontale. Le questioni relative alla giustizia elettronica non si limitano a certi settori giuridici, ma sussistono anche in numerosi settori del diritto civile, penale e amministrativo. La giustizia elettronica è pertanto una questione orizzontale nel quadro di procedure europee di carattere transfrontaliero.

E’ fondamentale, secondo il Piano d’azione del Consiglio europeo, che lo sviluppo di una giustizia elettronica europea sia al servizio diretto dei cittadini europei che beneficiano del suo valore aggiunto, in particolare attraverso il portale. Nella scelta dei progetti o nell’ordine della loro realizzazione occorre pertanto far sì che i cittadini possano beneficiare rapidamente e concretamente degli strumenti della giustizia elettronica europea. Occorre dunque avviare alcuni progetti il più presto possibile, secondo quanto riportato in allegato, fatta salva l’eventuale aggiunta di altri progetti secondo le modalità definite nel presente piano d’azione.

(LG-FF)

Fonte: Eur-Lex

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