Protocollo d’intesa sul riuso dei beni confiscati alla mafia

Il 10 maggio scorso è stato firmato tra il Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, il viceministro dell’Economi, Vincenzo Visco, l’Amministratore delegato di Italia Lavoro, Natale Forlani, e il direttore dell’Agenzia del Demanio, Elisabetta Spitz, un protocollo d’intesa finalizzato a salvaguardare l’occupazione e crearne di nuova, attraverso il riuso dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Sono 800 le aziende confiscate alla mafia, tutte localizzate in 4 regioni (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia). I settori di attività sono vari: si va dalle costruzioni, all’agroalimentare al turistico. Il personale impiegato è complessivamente di circa 500 unità, tenuto conto che la maggior parte di queste aziende sono di copertura, quindi non tutte sono operative.
La Legge affida all’Agenzia del Demanio la gestione delle aziende confiscate fino alla destinazione dei beni tramite la nomina di amministratori giudiziari che ne diventino i curatori, ma non permette interventi diretti su aspetti come il mantenimento dell’impresa dentro il mercato produttivo, la salvaguardia dell’occupazione, l’accesso al credito.
Sono centinaia i lavoratori a rischio disoccupazione a seguito della confisca: nonostante il delicato e accurato lavoro del Demanio, garantire i livelli occupazionali è difficile, e spesso si arriva alla liquidazione delle aziende, con drammatiche conseguenze.
Per garantire l’occupazione di queste persone ed il rilascio delle aziende confiscate è stata avviata una iniziativa congiunta che ha portato alla firma, il 10 maggio 2007, di un protocollo d’intesa (vedi link).

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