La norma UNI 11763-3:2026 “Attrezzature provvisionali – Casseforme – Parte 3: Casseforme complesse – Requisiti generali per la progettazione, la costruzione e l’uso” completa il ciclo normativo dedicato a queste attrezzature usate in edilizia.
Dopo la norma UNI 11763-1:2019 sulle casseforme verticali e la UNI 11763-2:2024 incentrata su quelle orizzontali, tecnici e operatori professionali possono usufruire ora anche della terza norma che completa il ciclo dedicato a queste attrezzature ponendo l’Italia in una posizione più avanzata rispetto a molti altri Paesi europei che non dispongono in questo settore di un quadro normativo così organico. È stata infatti recentemente pubblicata la nuova norma UNI 11763-3:2026 “Attrezzature provvisionali – Casseforme – Parte 3: Casseforme complesse – Requisiti generali per la progettazione, la costruzione e l’uso” a cui ha lavorato il gruppo di lavoro GL15 Attrezzature provvisionali coordinato da Luca Rossi, ricercatore del Dipartimento innovazioni tecnologiche dell’INAIL. Il gruppo ha operato sotto l’egida della Commissione Sicurezza UNI presieduta dal coordinatore generale della Consulenza tecnica salute e sicurezza, Fabrizio Benedetti.
Nel settore edilizio, le casseforme complesse sono destinate alla realizzazione di manufatti idonei a sostenere e contenere il calcestruzzo e non sono configurabili come casseforme verticali e orizzontali, né come casseforme riconducibili alla loro combinazione. La norma UNI 11763-3 riguarda, in particolare, le casseforme per gallerie, per gli impalcati di ponti e per le strutture a doppia curvatura e/o a geometria variabile.
Oltre a definire adempimenti e responsabilità per un corretto impiego in sicurezza delle casseforme complesse, la norma fornisce informazioni utili e di facile comprensione per tutte le fasi di scelta, verifica e uso, costituendo un supporto valido per tutti i tecnici coinvolti nel loro utilizzo. Il documento poi qualifica i criteri di selezione con cui l’impresa esecutrice decide di adottare un modello specifico di cassaforma complessa. Tra essi figurano la geometria e la tipologia dell’opera da realizzare, la tolleranza e la qualità di finitura superficiale del calcestruzzo a contatto con la cassaforma e la pressione massima esercitata dal calcestruzzo fresco. Completano il testo le appendici E, F e G, con focus specifici sulle singole casseforme, che chiariscono ulteriormente e includono contenuti aggiuntivi rispetto a quelli illustrati nei singoli capitoli della norma.
UNI 11763-1:2019 “Attrezzature provvisionali – Casseforme – Parte 1: Casseforme verticali – Requisiti generali per la progettazione, la costruzione e l’uso”
UNI 11763-2:2024 “Attrezzature provvisionali – Casseforme – Parte 2: Casseforme orizzontali – Requisiti generali per la progettazione, la costruzione e l’uso”
UNI 11763-3:2026 “Attrezzature provvisionali – Casseforme – Parte 3: Casseforme complesse – Requisiti generali per la progettazione, la costruzione e l’uso”
Fonte: INAIL
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