Rischi psicosociali, l’EU-OSHA pubblica un documento che esamina il problema in relazione alle diversità della forza lavoro

L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha pubblicato la relazione “Diversità della forza lavoro e rischi psicosociali: verso luoghi di lavoro più sani e inclusivi” che mostra come discriminazione e disuguaglianze in ambienti sociali e lavorativi inadeguati siano – soprattutto per i gruppi più vulnerabili – causa di stress, ansia e burnout.

 

Nel mese del Pride, l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha pubblicato una nuova relazione che illustra come la diversità della forza lavoro incida sull’esposizione ai rischi psicosociali e cosa si possa fare per prevenirli. I risultati mostrano come la discriminazione e le disuguaglianze, l’insicurezza e la precarietà del lavoro, un ambiente sociale e un’organizzazione del lavoro inadeguati siano causa di stress, ansia e burnout, soprattutto per i gruppi più vulnerabili.

La relazione “Workforce diversity and psychosocial risks: towards healthier and more inclusive workplaces” (Diversità della forza lavoro e rischi psicosociali: verso luoghi di lavoro più sani e inclusivi) esamina questi rischi in un’ampia varietà di gruppi di lavoratori, persone LGBTIQ, donne, migranti, persone di colore o appartenenti a minoranze etniche, persone con disabilità o affette da patologie croniche, giovani, anziani e persone con uno status socioeconomico basso.
La pubblicazione evidenzia un messaggio chiaro: integrare la diversità, l’uguaglianza e l’inclusione nelle strategie di sicurezza e salute sul lavoro è essenziale per creare luoghi di lavoro più sani e più resilienti per tutti.

Relazione
Diversità della forza lavoro e rischi psicosociali: verso luoghi di lavoro più sani e inclusivi
La relazione illustra i risultati principali che evidenziano come la diversità della forza lavoro sia spesso associata a rischi psicosociali derivanti dall’organizzazione, dalla concezione e dalla cultura del lavoro. Il documento individua le specificità dell’esposizione tra le varie categorie, tra cui le lavoratrici, la forza lavoro appartenente alla comunità di colore o a minoranze etniche, quella proveniente da un contesto migratorio, le persone LGBTIQ che lavorano, le persone che lavorano affette da disabilità e patologie croniche, quelle giovani e meno giovani e quelle con un profilo socioeconomico basso. La relazione sottolinea la necessità di integrare misure a favore della diversità, dell’equità e dell’inclusione nelle strategie in materia di salute e sicurezza sul lavoro, al fine di creare ambienti di lavoro più sani e resilienti per tutti.

Disponibili anche i nuovi casi di studio:
Rischi psicosociali, genere e diversità: insegnamenti tratti dai recenti accordi tra le parti sociali europee
Come gli ispettori del lavoro affrontano la diversità della forza lavoro e i rischi psicosociali in Europa
Belgio: integrazione della diversità della forza lavoro nella valutazione dei rischi psicosociali
Slovenia: integrazione della diversità nella prevenzione e nella gestione dei rischi psicosociali

Fonte: EU-OSHA

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