Scuola: più attenzione alla qualità dell’aria.

Nelle aule delle scuole italiane i ragazzi respirano male. Il tasso di inquinamento è più alto tra i banchi scolastici che nelle trafficate strade cittadine. E quanto emerge dai dati rilevati dallo studio “Qualità dell’aria nelle scuole, un dovere di tutti, un diritto dei bambini”, promosso dal ministero dell’Ambiente in collaborazione con l’Ispra e Federfarma.

Lo studio rivela che le analisi e i sopralluoghi nelle scuole, effettuati dagli organizzatori, in sinergia con alcune Agenzie ambientali regionali (Lombardia, Lazio, Piemonte, Sardegna, Sicilia, ed Emilia Romagna) hanno dimostrato le interazioni esistenti tra inquinamento esterno e indoor: traffico, fermate di autobus e altre fonti fanno salire i valori delle polveri sottili (PM10) c he, entrando nelle scuole, raggiungono concentrazioni anche superiori agli 80 ug/m3 (per l’outdoor, l soglia è di 40 ug/m3). Un altro contributo interno alle polveri arriva anche dall’uso del gesso per la lavagna che continua ad essere usato in tutte le scuole.

L’aria “viziata” dalle ore di lezione, le polveri sottili e la formaldeide (un gas emesso dagli arredi interni) inquinano l’ambiente interno rendendolo più pericoloso dell’esterno in particolare per asma e allergie. Inoltre, umidità, cattiva ventilazione e caldo fanno aumentare anche altri allergeni come acari, muffe e pollini, oltre a provocare l’aumento della concentrazione di alcuni inquinanti chimici volatili.

(LG-FF)

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