Tuffi più sicuri in acque più pulite

Grazie alla direttiva adottata il 18 gennaio scorso dal Parlamento europeo sulla gestione delle acque di balneazione– e che abroga la direttiva 76/160/CEE, o bagnanti potranno conoscere preventivamente la qualità delle acque nelle quali intendono tuffarsi. Le linee generali della direttiva, in attesa di essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea, sono state anticipate nella nota diffusa dalla Rappresentanza in Italia del Parlamento europeo (Vedi link).

La direttiva – adottata con 584 voti favorevoli, 11 contrari e 56 astensioni – sarà applicata a qualsiasi parte di acque superficiali nella quale è previsto che un congruo numero di persone pratichi la balneazione e sulla quale non gravi un divieto permanente di balneazione. Non si applica quindi a piscine e terme , alle acque confinate soggette a trattamento o utilizzati a fini terapeutici e alle acque confinate create artificialmente e separate dalle acque superficiali e dalle acque sotterrane.
Essa stabilisce disposizioni in materia di monitoraggio e classificazione della qualità delle acque di balneazione, di gestione della qualità e di informazione al pubblico in merito alla loro qualità. Queste informazioni, infatti, saranno disponibili su Internet e sulle spiagge.
Per l’adozione di tale direttiva sono stati necessari tre anni affinché deputati e ministri giungessero a un accordo volto a rafforzare gli standard di qualità delle acque, a migliorare l’ambiente e a proteggere la salute umana.
Parlamento e Consiglio europei si sono accordati su un testo comune nell’ultima fase della procedura decisionale, quella della conciliazione. Gli Stati membri dovranno applicare le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva entri due anni dalla sua entrata in vigore.

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