“Tumori professionali” un opuscolo realizzato dall’AUSL di Parma

Il Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’AUSL di Parma ha realizzato il documento “Tumori professionali: schede di associazione tra neoplasia e attività lavorativa”.

In Italia si stima che ogni anno vi siano circa 10.000 nuovi casi di tumori “professionali”, cioè quei tumori nella cui genesi l’attività lavorativa ha agito come causa o concausa. Tra gli agenti chimici, fisici e i processi industriali classificati come cancerogeni certi per l’uomo dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), più della metà sono presenti negli ambienti di lavoro, o lo sono stati in passato. L’esposizione a uno o più di questi agenti durante l’attività lavorativa può quindi determinare l’insorgenza di un tumore di origine professionale.

Per fornire al clinico un pratico e semplice ausilio, seppur non esaustivo, sulla problematica, il Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’Ausl ha realizzato il documento “TUMORI PROFESSIONALI: SCHEDE DI ASSOCIAZIONE TRA NEOPLASIA E ATTIVITÀ LAVORATIVA” che presenta una serie di schede di associazione tra neoplasia e attività lavorativa.

Le neoplasie riportate nelle schede sono state scelte sulla base delle considerazioni epidemiologiche e sperimentali contenute nelle Monografie IARC, associandole agli agenti cancerogeni per i quali è previsto il riconoscimento facilitato da parte dell’INAIL (“neoplasie tabellate”). Altre informazioni sulle esposizioni lavorative ad agenti cancerogeni sono state reperite nella banca dati MATline.

Per ogni agente cancerogeno tabellato è indicato anche il corrispondente riferimento alla tabella delle malattie professionali INAIL. È inoltre indicato, per ogni tumore, il codice secondo la classificazione internazionale delle malattie dell’OMS (ICD-10). Oltre ai cancerogeni certi (Gruppo 1 IARC), sono stati indicati anche quelli con probabile attività cancerogena (Gruppo 2A IARC). In questo caso, la dimostrazione del nesso causale tra esposizione lavorativa e malattia è a carico del lavoratore.

Fonte: AUSL Parma

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