Una “ricetta italiana” per la nuova Direttiva europea sull’efficienza energetica

Nella consultazione avviata dalla Commissione europea per la revisione della Direttiva 2012/27/UE per l’efficienza energetica, Amici della Terra ripropone il documento “La ricetta italiana” per fare dell’efficienza il cardine delle politiche energetico-climatiche in sinergia con quelle per il rilancio economico.

Si è conclusa il 29 gennaio 2016 la consultazione, avviata il 4 novembre scorso, per la revisione della Direttiva 2012/27/UE per l’efficienza energetica. La Commissione europea ha effettuato la consultazione come passo preliminare per presentare, entro il 2016, una proposta di adeguamento dell’attuale direttiva a un nuovo obiettivo UE 2030 per l’efficienza energetica. Infatti, uno dei focus della consultazione riguarda proprio gli articoli 1 e 3 della Direttiva per la formulazione dell’obiettivo di miglioramento dell’efficienza energetica che oggi costituisce uno dei punti di deboli delle politiche UE in questo settore.

La Commissione intende superare l’attuale impostazione che prevede obiettivi 2020 e piani con approcci diversi e incoerenti per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti, il miglioramento dell’efficienza energetica e la diffusione delle rinnovabili.

In particolare, l’obiettivo UE 2020 per l’efficienza energetica non è formulato in modo adeguato, ma è relativo al semplice consumo di energia; consumo che può ridursi per via della crisi economica, anche indipendentemente dai miglioramenti nell’efficienza degli usi delle risorse energetiche, come sta accadendo questi ultimi anni.

Inoltre, mentre gli obiettivi di riduzione dei gas serra sono riferiti al livello storico del 1990, per la riduzione dei consumi di energia primaria, la Direttiva 2012/27/UE ha adottato uno scenario di riferimento (assenza di nuove politiche) formulato prima della crisi economica. L’obiettivo 2020 UE per l’efficienza energetica è quindi formulato in modo doppiamente fuorviante. In base ad esso, l’obiettivo UE 2020 prevede una riduzione dei consumi di energia del 20%. In Italia, con la Strategia Energetica Nazionale (SEN 2013) e poi con il PAEE, tale obiettivo sempre per il 2020 è stato portato al 24% di riduzione dei consumi rispetto allo scenario di riferimento, obiettivo già raggiunto e superato nel 2013 (-25,8%). Nel 2014 i consumi italiani di energia primaria sono ulteriormente calati ed è stata raggiunta una riduzione dei consumi di energia di quasi il 30% rispetto allo scenario di riferimento. Si sarebbe così superato addirittura l’attuale obiettivo UE al 2030 di una riduzione dei consumi del 27% rispetto allo scenario di riferimento.

Così l’obiettivo 2020 (e 2030) per l’efficienza energetica è stato facilmente raggiunto e superato secondo l’indicatore codificato dalla Direttiva 2012/27/UE per formulare il target, ma risulta evidente che questa formulazione degli obiettivi di miglioramento dell’efficienza energetica è insostenibile e deve essere superata.

A tal proposito gli Amici della Terra rilanciano la proposta “La ricetta italiana”, già presentata nel 2014 quando parteciparono alle fasi di consultazione dei principali atti di recepimento della Direttiva 2012/27/UE sottolineando le incongruenze nella formulazione degli obiettivi 2020 e sollecitando il Governo a superare i limiti dell’impostazione UE delle politiche di promozione dell’efficienza energetica attraverso l’adozione di un nuovo approccio.

Gli Amici della Terra pubblicano anche il contributo presentato alla consultazione sulla revisione della Direttiva 2012/27/UE che rilancia la proposta di porre al centro delle politiche europee di efficienza energetica un indicatore come l’intensità energetica legato in modo virtuoso al rilancio dell’economia e della competitività.

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