1 febbraio 2003: entrato in vigore il Trattato di Nizza

Al momento della sua approvazione,il 26 febbraio 2001, fu definito ” Un piccolo trattato per una grande Europa”

Dopo l’ ultimo atto di ratifica, depositato il 18 dicembre 2002, a partire dal 1 febbraio 2003 è entrato in vigore nell’ Unione europea il Trattato di Nizza, approvato nella città francese dai Capi di Stato e di Governo della UE e firmato il 26 febbraio 2001.Questo importante documento che qualcuno, al momento dell’ approvazione, definì ” Un piccolo trattato per una grande Europa”, apporta alle istituzioni europee le modifiche necessarie ai fini dell’ allargamento e renderà più fluido il processo decisionale in seno al Consiglio dei Ministri con l’ introduzione del principio della maggioranza qualificata per l’ assunzione di decisioni in settori per i quali fino ad oggi era richiesta l’ unanimità. Esso prevede, inoltre, una importante riforma del sistema giurisdizionale dell’ Unione, che dovrebbe consentire di fare fronte al carico di lavoro della Corte di giustizia europea e, infine, un miglioramento della procedura volta a individuare e contrastare eventuali gravi violazioni dei diritti fondamentali da parte di uno Stato membro. Nonostante questi aspetti importanti, il Trattato ha pure dei limiti, tanto che lo stesso Presidente della Commissione, Romano Prodi, ebbe a definire quello di Nizza ” un passo più corto di quello che avremmo voluto o potuto realizzare”, pur invitando i gli eurodeputati ad approvare il nuovo Trattato perché comunque ” è la direzione giusta”. Ad esempio, su temi importanti come le politiche fiscali o quelle sociali, o la politica d’asilo, si continuerà a decidere all’ unanimità e non a maggioranza qualificata. Come anche su temi apparentemente minori come la ” diversità culturale” ( rivendicata dalla Francia). Sull’ immigrazione le decisioni a maggioranza qualificata potranno essere prese dal 2004, sull’ utilizzo dei Fondi strutturali dal 2007. Sul commercio, invece, è stata abbandonata l’ unanimità. La maggioranza qualificata, però, non è facile da ottenersi. Una volta che una decisione sia stata presa a maggioranza qualificata, uno Stato membro può chiedere di verificare che tale maggioranza comprenda almeno il 62% della popolazione dell’ UE. In caso contrario, la decisione non è valida. Una parte importante riguarda la Commissione europea. Dal 2005, i cinque principali Paesi membri ( Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia e Spagna) rinunceranno al secondo commissario. Il numero totale dei componenti della Commissione però non diminuirà, perché il nuovo Trattato stabilisce che per il momento ogni Stato ha diritto ad un Commissario. I poteri del Presidente sono aumentati: eletto a maggioranza qualificata dagli Stati membri, potrà scegliere i commissari, assegnare loro le competenze ( e nel caso anche ridistribuirle ), ottenerne le dimissioni. Comunque, entro il 2004 i quindici hanno stabilito di tenere una nuova Conferenza Intergovernativa, per tentare di dare una risposta alle questioni rimaste aperte a Nizza.

Fonte: Eur-Lex

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