Il CWA 18390 “Guidelines for Disaster Risk Preparedness Solutions. Project tools, platforms and processes. Good practice recommendations” è un nuovo documento pre-normativo europeo che fornisce indicazioni e pratiche di supporto per la gestione del rischio catastrofi. Illustra le attività di preparazione che supportano autorità, organizzazioni, comunità e altri soggetti interessati ad anticipare, pianificare, coordinare e migliorare la propria prontezza di fronte a potenziali situazioni emergenziali.
Pubblicato il nuovo CEN Workshop Agreement CWA 18390 “Guidelines for Disaster Risk Preparedness Solutions. Project tools, platforms and processes. Good practice recommendations”. Il progetto di pre-norma è stato sviluppato dall’apposito CEN Workshop a segreteria italiana, coordinata da Paolo Mansi, Funzionario Tecnico UNI, in rappresentanza dell’Ente.
All’interno del CWA vengono elencate le indicazioni sulle soluzioni, gli approcci e le pratiche di supporto per la fase di preparazione nella gestione del rischio di catastrofi. In particolare, il CWA si concentra sulle attività di preparazione che supportano le autorità, le organizzazioni, le comunità e gli altri soggetti interessati ad anticipare, pianificare, coordinare e migliorare la propria prontezza di fronte a potenziali catastrofi.
Entrando nel dettaglio, all’interno del documento vengono affrontati gli aspetti relativi alla preparazione, come la pianificazione, il coordinamento, la formazione e le esercitazioni. Non mancano riferimenti e indicazioni sulla consapevolezza della situazione e la condivisione delle informazioni, nonché altri aspetti organizzativi che contribuiscono alla preparazione. Alcuni elementi delle raccomandazioni potrebbero rivelarsi utili anche per le attività di prevenzione, mitigazione, risposta o recupero post-emergenziale.
Nel CWA vengono anche indicate le modalità con cui gli strumenti, le piattaforme e i processi sviluppati per la preparazione al rischio di catastrofi vengono presentati, organizzati, mantenuti e resi reperibili, fornendo un riferimento buone pratiche che i progetti di ricerca e innovazione (R&I) e altre parti interessate possono adottare e adattare. Viene anche promossa l’adozione di descrittori condivisi in modo che questi risultati possano essere più facilmente identificati, confrontati e applicati da diverse organizzazioni.
Il documento fornisce inoltre degli esempi di soluzioni per la preparazione del rischio di catastrofi: sistemi di comunicazione di emergenza, digital twin o altri sistemi per la raccolta di dati e la rappresentazione del quadro operativo, moduli di valutazione dei rischi, sistemi di supporto decisionale e moduli di formazione. Dal punto di vista applicativo, il CWA può essere preso in esame sia per i pericoli a insorgenza rapida – come terremoti, frane o fughe di gas – che quelli a insorgenza lenta – siccità prolungate, cedimento progressivo del terreno –, riconoscendo che le diverse dinamiche dei pericoli possono influenzare il modo in cui le attività di preparazione vengono documentate e presentate. La particolarità del CWA è data anche dalla versatilità d’applicazione e dall’integrazione dei risultati misurabili digitalmente: dalle piattaforme software e dai servizi di dati alle procedure operative, ai quadri di formazione e ai processi collaborativi.
All’interno del CWA vengono anche analizzati gli aspetti relativi alla governance, alla sostenibilità, all’interoperabilità e alla comunicazione che influenzano le modalità di sviluppo, accesso e mantenimento di tali soluzioni. Sebbene le Guidelines for Disaster Risk Preparedness Solutions siano destinate principalmente per l’Europa, le indicazioni presentate possono fornire spunti utili anche per la cooperazione e lo scambio al di fuori dei confini UE.
Fonte: UNI


