Approfondimento «”Cervello fritto?” No grazie!» di Stefano Degortes

Pubblichiamo l’approfondimento «”Cervello fritto?” No grazie!» di Stefano Degortes, Formatore – RSPP – Fondatore Associazione ParteChipAzione – Componente Comitato Scientifico Associazione Ambiente e Lavoro.

 

“Cervello fritto?” No grazie!
di Stefano Degortes

Un lavoratore, manovale per la precisione, ogni dì consumava con gusto il suo pranzo sulla panchina d’un viale, nei pressi della fabbrica dov’era impiegato. Un giorno però, stanco di trovare ancora una volta, nella pietanziera metallica preparata dalla moglie, salsiccia e rape, perse l’appetito e prese a gironzolare distrattamente. Fino ad incontrare, affacciato alla finestra di una ricca villa, un bimbo similmente imbronciato, perché costretto a pranzare con una “frittura di cervella morbida e riccioluta come un cumulo di nuvole”. Scambiare il piatto di maiolica e forchetta d’argento con pietanziera e forchetta di stagno, fu la cosa più logica e naturale, in nome di una giusta e reciproca soddisfazione. Ma ben presto ci pensò una solerte e indignata governante a ripristinare, purtroppo, lo status quo.
Avrete certamente riconosciuto il riferimento letterario che ha ispirato le mie righe introduttive, ovvero “Marcovaldo” di Italo Calvino (nello specifico il racconto “La pietanziera”). Lì è volato il mio pensiero quando mi è capitato di leggere un articolo in tema di Intelligenza Artificiale dal titolo «Quando usare l’IA porta al “cervello fritto”». Anche se in questo caso, ahimè, a friggere è il nostro di cervello, e la prospettiva non è certo invitante.

(…) continua 

Fonte: Associazione Ambiente e Lavoro

Vai all’articolo completo di Stefano Degortes…

Vai in area riservata per leggere tutti articoli destinati agli abbonati…

 

Precedente