Allarme udito nei call center: la ricerca Inail al servizio della norma Uni

Un passo essenziale per la predisposizione delle future linee guida sulla prevenzione da parte della Conferenza Stato Regioni

INAIL 14 dicembre 2012.

Allarme udito nei call center: la ricerca Inail al servizio della norma.

Un passo essenziale per la predisposizione delle future linee guida sulla prevenzione da parte della Conferenza Stato Regioni

L’Istituto relatore del documento dell’Ente di unificazione che consente la valutazione dell’esposizione al rumore di questa fascia ampia di lavoratori soggetta quotidianamente a rischi sia ambientali che legati alle apparecchiature utilizzate: un passo essenziale per la predisposizione delle future linee guida sulla prevenzione da parte della Conferenza Stato Regioni

Non si muovono lungo ponteggi a grandi altezze dal suolo, ma sono seduti a una scrivania, davanti al monitor di un pc.
E i loro strumenti non sono solventi corrosivi, cavi ad alta tensione o macchinari industriali, ma un telefono e una cuffia con auricolare. Sono gli operatori dei call center: una categoria professionale che, in Italia, conta circa 200mila persone (in buona parte donne) e, malgrado le apparenze, un soggetto esposto a non pochi elementi di rischio sul fronte della sicurezza.
Elementi più “insidiosi” e nascosti, magari, ma causa lo stesso di forti danni per la salute.

Una norma ad hoc nel rispetto del Testo unico sulla sicurezza.
A fornire adesso uno strumento di rilevazione chiara ed esaustiva di questa problematica è il nuovo rapporto tecnico 11450 dell’Un
i, Ente nazionale italiano di unificazione, “Valutazione dell’esposizione al rumore nei luoghi di lavoro per lavoratori che utilizzano sorgenti sonore situate in prossimità dell’orecchio“.
Il documento, la cui redazione è stata curata dal dipartimento Igiene del lavoro dell’Inail, non soltanto colma un vuoto normativo – estendendo anche al contesto dei call center e armonizzando, in un corpus unico, i tre precedenti metodi di misurazione internazionali (Uni En Iso 11904-1, Uni En Iso 11904-2 ed EtsiEg 202 518 V1.1.1), ma sarà anche la “piattaforma operativa” che porterà all’elaborazione, nella Conferenza Stato Regioni, delle le future linee guida in materia di prevenzione (secondo quanto disposto dall’articolo 198 del dlgs 81/2008, il Testo unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro).

Troppe persone in uno stesso spazio: alto livello di disagio. “Gli operatori dei call center sono soggetti a forti elementi di rischio, sia dal punto di vista ambientale che per i dispositivi di lavoro utilizzati – afferma Pietro Nataletti, ricercatore dell’Inail e relatore del progetto Uni – Nel primo caso, basta pensare alla grande concentrazione di persone che di solito caratterizza questi luoghi, che possono arrivare a riunire perfino 200 addetti in un unico spazio. Tutto questo comporta condizioni di affollamento, microclimatiche e di illuminazione non adeguate, con un alto livello di disagio”.

Ergonomia carente delle postazioni di lavoro.

omissis: leggi l’intera news sul sito dell’INAIL (a fianco)

Fonte: INAIL

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