Cambiamento climatico: l’UE invita a rispettare gli obblighi dei Paesi membri

In una nota del 6 aprile scorso la Commissione europea comunica di aver deciso di avviare un procedimento di infrazione neo confronti di alcuni Stati membri (tra i quali l’Italia) per la violazione di quattro diversi atti normativi comunitari in materia di cambiamento climatico.

La Commissione europea ha deciso, il 6 aprile scorso, di avviare un procedimento di infrazione nei confronti di alcuni Stati membri per la violazione di quattro diversi atti normativi comunitari in materia di cambiamento climatico. L’obiettivo è assicurare il rispetto d parte dell’UE e dei suoi Stati membri degli obblighi di comunicazione previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e dal Protocollo di Kyoto. L’azione della Commissione mira inoltre – come si legge nella suddetta nota – a garantire che il sistema UE di scambio delle quote di emissione diventi operativo a tutti gli effetti. Cinque Stati membri non hanno ancora stabilito un collegamento con il sistema europeo dei registri elettronici di scambio delle emissioni, nonostante il termine fissato a tale scopo sia scaduto nel dicembre 2004.
A causa del ritardo con cui sono stati trasmessi e valutati i piani nazionali di assegnazione la Commissione ha deciso soltanto ora di avviare i procedimenti di infrazione per inadempimento, inviando lettere di costituzione in mora a Cipro, Grecia, Lussemburgo, Malta e Polonia.Per la mancata delle informazioni per quanto riguarda le politiche e misure e le previsioni sulle emissioni, la Commissione ha inviato ad Austria, Cipro, Ungheria, Lussemburgo e Malta un parere motivato perché hanno omesso di comunicare entro il 15 marzo 2005 le politiche e le misure adottate e il relativo impatto e non hanno proceduto alla stima dell’evoluzione futura delle loro emissioni di gas serra. La stessa decisione impone agli Stati membri di comunicare entro il 15 gennaio di ogni anno i dati sulle emissioni di gas ad effetto serra relativi all’anno anteriore al precedente. Cipro, Italia, Malta e Spagna non hanno trasmesso nessuna delle informazioni richieste per l’anno 2004. Pertanto anche a questi Stati membri la Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora.

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