Riflessioni di Maurizio Mazzetti sul recente studio della Consulenza statistico attuariale INAIL “Il costo dei danni da lavoro per l’azienda Italia” pubblicato a settembre 2026.
Scrive Maurizio Mazzetti (già dirigente presso INAIL) sul sito della Società Nazionale Operatori della Prevenzione:
«Con estremo interesse parlerò quindi oggi del più recente studio della Consulenza statistico Attuariale INAIL “Il costo dei danni da lavoro per l’azienda Italia”, del settembre 2026, presentato senza particolare enfasi rispetto a quella che la stessa INAIL riserva a materiali meno importanti; scontato il pressoché totale assoluto silenzio dei media generalisti e della politica, presi dalla cronaca o in tutt’altre faccende affaccendati.
Segnalo, nello studio, tre rilevanti novità metodologiche, cui si aggiungono dati/elaborazioni sinora non diffusi ufficialmente
- Reca una nuova distinzione dei costi, contabilmente più rigorosa, tra costi assicurativi, prevenzionali e costi conseguenti non assicurativi; prende come riferimento il 2023, (per gli infortuni mortali o gravi occorrono almeno due anni per consolidare i costi assicurativi, quali ad esempio, giornate perdute, grado delle invalidità permanenti); nei confronti temporali (cfr. infra) tiene conto dell’inflazione.
- Per la prima volta a mia memoria e conoscenza, estende l’analisi alle malattie professionali, fenomeno in costante crescita da ormai almeno tre lustri (nel 2023 32% degli infortuni, una ventina di anni fa erano all’incirca la metà); sul punto si tornerà commentando, in un prossimo articolo, la relazione INAIL definitiva sul 2025 da poco anch’essa pubblicata.
- In una pubblicazione ufficiale per la prima volta si quantificano i lavoratori assicurati e non assicurati all’INAIL, nonché quelli, ovviamente stimati, in nero, al fine del calcolo dei relativi costi.
a) Il costo assicurativo è quello sostenuto dalle aziende per la copertura del rischio, a cui sono esposti i lavoratori, al verificarsi di un infortunio o malattia professionale. Vale 12,5 mld di euro, considerando anche i lavoratori non assicurati INAIL e quelli in nero (13%, stimati in base ai dati ISTAT); questa la ripartizione del costo assicurativo 2023:
lavoratori INAIL – 19.900.000 – 9.000.000.000
lavoratori non INAIL – 4.770.000 – 2.100.000.000
lavoratori in nero – 3.100.000 – 1.400.000.000
totale – 27.700.000 – 12.500.000.000
Di cui: infortuni 8.460.000.000 e malattie professionali 4.044.000.000.
b) Il costo prevenzionale è costituito dalle spese a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e tutte quelle sostenute all’avvio o dell’attività lavorativa, nonché le successive in corso di produzione per salute e sicurezza dei lavoratori (sistemi di sicurezza, dispositivi di protezione individuali, corsi di formazione, manutenzione ordinaria eccetera). Per queste ultime (16,4 mld) si stimano, per ogni lavoratore del settore privato, 766 euro per infortunio e 266 euro per malattia professionale. Rinvio allo studio per il calcolo percentuali stimate sul PIL (0,7%) di tali costi e per la quantificazione delle spese del SSN sulle proprie spese totali (800 milioni di euro, 0,6% del totale), e per come vengono compresi gli investimenti fissi lordi pubblici e privati. Il costo prevenzionale complessivo del 2023 risulta quindi di 23,281 miliardi, di cui 18,131 per infortuni e 5.150 per malattie professionali.
c) Il costo conseguente non assicurativo comprende tutti gli altri costi generati dall’evento. A carico dell’azienda troviamo danni materiali, perdite di produttività, parte della retribuzione della vittima (l’indennità INAIL ne copre il 60% poi il 70% dopo tre mesi), danno all’immagine, ritardo nelle consegne, rimpiazzi di personale, eventuale sostituzione o riparazione del macchinario, riduzione della capacità produttiva in attività principali e/o complementari. A carico della vittima e della sua famiglia invece abbiamo eventuali spese legali nonché riduzione o perdita della capacità lavorativa; non paiono presi in considerazione danni morali e da perdita di opportunità, peraltro riconosciuti eventualmente, esclusivamente (e piuttosto raramente) in sola sede giudiziaria. In ogni caso, nel 2023 tale costo non assicurativo per i 27,7 milioni di lavoratori totali è quantificato in circa 13,4 miliardi di euro, con 9.447 euro per infortunio e 4.006 per malattia professionale.»
(…) continua
Fonte: SNOP