Associazione ambiente e lavoro

Il disegno di legge di revisione del D.Lgs. 231/2001

Osservatorio sulla responsabilità degli enti UCPI, note a prima lettura sullo schema di disegno di legge recante “Revisione della disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche di cui al decreto legislativo 8 giugno 2001 n. 231”.

 

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, nella seduta del 4 agosto, il disegno di legge di revisione del D.Lgs. 231/2001 l’Unione della Camere Penali Italiane e il proprio Osservatorio sulla responsabilità degli enti hanno pubblicato alcune note a commento.

Lo schema di disegno di legge oggetto dell’analisi costituisce una trasposizione della proposta di articolato elaborata dal Tavolo tecnico istituito presso il Ministero della Giustizia con decreto del 7 febbraio 2024, coordinato dal Presidente Giorgio Fidelbo, i cui lavori si sono conclusi il 30 ottobre 2025 con il deposito della relazione conclusiva, resa pubblica nel gennaio 2026. Con la formalizzazione dell’iniziativa governativa, lo schema assume una posizione di centralità nel processo riformatore che consente di considerare superata la proposta di legge A.C. 2632 (on. Morrone), depositata alla Camera il 29 settembre 2025 quale iniziativa parlamentare autonoma: quel testo, elaborato in parallelo e al di fuori dei lavori del Tavolo, appare oggi destinato ad essere assorbito – quanto ai temi, non necessariamente quanto alle soluzioni – dal veicolo governativo, che ne eredita la funzione di sede del confronto riformatore.
Assume invece rilievo crescente, per le ragioni che si esporranno, il raccordo con la parallela iniziativa governativa in materia di sicurezza sul lavoro elaborata dalla Commissione presieduta dal Viceministro Sisto, consegnata al Ministro della Giustizia il 12 maggio 2026, alla quale è dedicata una specifica sezione della presente scheda.
Il testo si articola in cinque capi: modifiche alla parte generale (Capo I), modifiche al procedimento di accertamento (Capo II), interventi su leggi speciali (Capo III), delega al Governo per la revisione dei reati presupposto e delle sanzioni (Capo IV), disposizioni di coordinamento (Capo V).

La riscrittura dei criteri di imputazione: la colpa di organizzazione come elemento costitutivo
Modelli organizzativi e giudizio di idoneità
L’autonomia della responsabilità dell’ente e il regime delle cause estintive del reato
Gli istituti premiali: l’estinzione dell’illecito ex art. 8-bis e le ipotesi speciali
Enti di piccole dimensioni e divieto di duplicazione sanzionatoria
Le modifiche processuali: iscrizione, archiviazione, patteggiamento
La delega per la revisione dei reati presupposto e delle sanzioni
Il raccordo con la riforma della sicurezza sul lavoro: due iniziative governative da coordinare
Valutazione di sintesi

Fonte: Unione della Camere Penali Italiane

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