Indagine sulla condizione occupazionale dei laureati nelle Università italiane

L’indagine che riportiamo nel link è stata realizzata da Andrea Cammelli nell’ambito delle Università aderenti al Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea. Questa indagine ha l’obiettivo di individuare – come le altre precedenti sette indagini – i percorsi lavorativi e di formazione intrapresi dai laureati nelle Università italiane nei primi cinque anni successivi al conseguimento del titolo

Dal 1997 il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea conduce annualmente l ‘indagine sulla condizione occupazionali dei laureati, con l’obiettivo di valutare l’efficacia del sistema delle strutture formative dell’Università. L’indagine che proponiamo ai nostri utenti è l’VIII indagine nazionale e fornisce elementi di riflessione sull’inserimento nel mercato del lavoro, sulle caratteristiche e sulla soddisfazione per il lavoro e sull’efficacia del titolo e su molti altri aspetto di particolare interesse.
La rilevazione , condotta tra settembre e novembre 2005, estesa a 36 università ha coinvolto oltre 75.000 laureati degli anni 2004, 2002 e 2001 dei quali 38.899 ad un anno dalla conclusione degli studi , 21.404 a tre anni e 14.962 a cinque anni.
Dall’indagine emerge, fra l’altro, che ad un anno dal conseguimento del titolo i laureati di primo livello presentano un tasso di occupazione pari al 54,5% . Solo 6 laureati di primo livello su cento , non lavorando o non essendo iscritti alla laurea specialistica si dichiarano alla ricerca di un lavoro.Del tutto particolare la situazione lavorativa degli oltre duemila laureati regolari in età canonica: complessivamente solo un quarto è occupato (in larga parte continuando a studiare) e una quota ancora più modesta (6,6%) si dedica esclusivamente al lavoro, nonostante le performance eccellenti in termini di regolarità negli studi e età alla laurea. La gran parte si dedica esclusivamente allo studio (72%).
Per quanto riguarda i percorsi formativi, la situazione rilevata dall’indagine è molto diversificata.La quasi totalità dei neolaureati del gruppo medico risulta già occupata ad un anno dalla laurea (87,2%che lavora solamente e 8,3% che lavora e studia): si tratta dei laureati delle classi relative alle professioni sanitarie (infermieristiche, della riabilitazione e della prevenzione).
Che lavorano già al momento del conseguimento del titolo e che frequentemente proseguono la medesima attività lavorativa. Per motivi in parte simili risultano molto buone anche le chance occupazionali dei laureati di primo livello del gruppo insegnamento il cui tasso di occupazione ad un anno supera il 72% (tra questi il 21% lavora ed è iscritto alla specialistica).Infatti, oltre il 43% di questi occupati prosegue il lavoro iniziato prima della laurea mentre quasi un terzo non lavorava quando ha conseguito il titolo. Stesse condizioni si ritrovano anche per il gruppo politico-sociale che mostra un tasso di occupazione superiore alla media (lavorano 63 laureati su cento, di cui oltre la metà prosegue il lavoro iniziato prima della laurea) e un quarto dei suoi laureati lavora ed è iscritto alla specialistica.

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