L’influenza suina è arrivata in Europa.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha deciso di innalzare al quarto livello dei sei livelli l’allerta per il rischio di pandemia, dopo avere verificato che il virus mutante della febbre suina A/H1N1 si trasmette direttamente fra esseri umani.

Le autorità scozzesi hanno confermato l’esistenza di due casi di febbre suina, i primi del Regno Unito. Questi si vanno ad aggiungere al primo episodio di contagio registrato in Spagna. I decessi collegati all’epidemia di febbre suina in Messico (il paese da do ve è partita l’influenza) sono saliti a 152.

In tutto sono 1.995 le persone che presentano i sintomi dell’influenza, 776 sono ricoverate e 1.070 sono state dimesse. Il Ministro della sanità messicano ha confermato che le scuole resteranno chiuse fino al 6 maggio e che la misura è stata estesa a tutto il Paese. Il sindaco di Città del Messico ha annunciato che si stà pensando di chiudere la capitale messicana per evitare ulteriori contagi. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, i contagi potrebbero salire a 100 a causa dell’esposizione degli studenti dell’istituto scolastico nei Queens, dove si concentrano i casi.

Per quanto riguarda l’Italia, il sottosegretario alla salute, Ferruccio Fazio, è possibile che il virus dell’influenza suina arrivi in Italia ma il paese è pronto a riceverlo perché ci sono ampie scorte antivirale. Il sottosegretario assicura che: “Prima o poi è possibile che arrivi il virus in Italia. Noi siamo da tempo pronti a riceverlo, insieme agli altri paesi dell’Unione europea con cui da tempo abbiamo stilato dei piani per le pandemie. Si pensava che fosse una pandemia del virus dell’aviaria invece è un virus diverso. Ma siamo pronti – ha ribadito Fazio – abbiamo le scorte, così come le hanno gli altri paesi dell’Unione europea con cui comunichiamo giornalmente”.

Per quanto riguarda l’Unione europea, la Commissaria europea responsabile per la salute, ha risposto rapidamente all’attuale minaccia per la salute pubblica, non appena la situazione è stata identificata e comunicata dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).”Dal venerdì scorso – ha dichiarato la Commissaria Androulla Vassiliou – noi siamo in contatto con gli Stati membri, con la stessa OMS, con il Centro europeo per la prevenzione e controllo delle malattie (ECDC), con le nostre delegazioni in Messico, Stati Uniti d’America e Canada, nonché con le autorità americane preposte (CDC).

Noi stiamo monitorando molto attentamente la situazione e la sua evoluzione, utilizzando tutti i nostri canali d’informazione, come anche i meccanismi messi in atto nel passato e l’esperienza accumulata durante la crisi dell’influenza aviaria, per lo scambio di informazione e il monitoraggio della situazione”.

Desta preoccupazione la valutazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che ritiene “piuttosto probabile che l’attuale epidemia di influenza suina possa mutare in una forma ancora più pericolosa”, dal momento che con tutta probabilità il virus si stà trasformando e di conseguenza “può diventare molto pericoloso per la popolazione”.
Ma sia Col diretti che la Confederazione Agricoltori (CIA) tranquillizzano la popolazione. “Non c’è alcun pericolo, gli allevamenti e tutta la filiera danno garanzie di sicurezza alimentare e di qualità. I controlli sono rigorosi e funzionano.
Comunque, per evitare inutili allarmismi e capire meglio le caratteristiche del virus, riportiamo alcune informazioni fornite dagli esperti.
I sintomi dell’influenza suina avvertiti dall’uomo risultano essere del tutto simili a quelli di una influenza “stagionale”. Febbre alta, tosse, letargia e mancanza di appetito. Alcune persone colpite dal virus hanno anche riferito di mal di gola, nausea, vomito e diarrea.

(LG-FF)

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