L’ Assemblea nazionale degli RLS dice NO al T.U. governativo che modifica il 626

L’ Assemblea si è svolta a Roma il 19 maggio 2004 e sono emerse forti critiche al T.U. proposto dal governo.Nel link alcuni documenti di fonte sindacale.

Il 19 maggio 2004, si è svolta a Roma ( Centro Congressi Frentani) l ‘ Assemblea nazionale dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza ( RLS) e dei delegati CGIL. Il tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è stato al centro del dibattito, in particolare sullo schema di di Testo Unico in materia con il quale il governo intende modificare ( “semplificare”) la normativa vigente, ovvero il decreto legislativo 626/94 e successive modifiche. La contrarietà allo schema di decreto elaborato dal ministero del Welfare è stata netta. Il segretario generale della CGIL è intervenuto, criticando apertamente il progetto del governo perché ” allegerisce semplicemente gli obblighi e le responsabilità delle imprese trasferendoli alle sole parti sociali e agli eventi bilaterali”. Ma le posizioni del sindacato sono state, più diffusamente illustrate da Paola Agnello Modica della segreteria nazionale CGIL, sintetizzate da una intervista apparsa su Rassegna sindacale e che riportiamo nel link. Gli interventi dei segretari nazionali delle categorie che risultano a più alto tasso di infortuni hanno presentato osservazioni critiche sia sul terreno specifico della delega coerenti con quanto espresso dalla relazione introduttiva di Paola Agnello Modica, sia su altri aspetti normativi che influenzano le condizioni di salute e sicurezza, quali: – la normativa sugli appalti che indebolisce le relazioni tra appaltanti appaltatori e sicurezza sui cantieri; – le normative di riordino del sistema dell’ assicurazione infortuni e malattie professionali in termini di superamento di registri infortuni, copertura dell’ evento in relazione a comportamenti anomali del lavoratore; – in materia di organizzazione del lavoro orari carichi e precarietà dei rapporti stessi nonché carico di lavoro da pressing produttivo crescente e sistemi di esternalizzazione della produzione. Sul T.U. di riordino del 626, gli RLS hanno,infine,sostenuto che l’ impianto del nuovo testo unico, prevedendone poi la definizione dei principi nazionali di ” semplificazione”, demandandone molta parte alle Regioni, in virtù della legislazione concorrente su ” tutela e sicurezza del lavoro” ( e anche per questa via depenalizzando) e derubricando da legislazione a ” buone prassi” ( non esigibili)parti consistenti e fondamentali della normazione attuale, oltre ad affidare un ruolo significativo e subalterno della bilateralità, occorre ribaltare questo approccio.Occorre assumere il principio di precauzione come fondamento dell’ agire dell’ impresa a partire dai luoghi di lavoro. ” Per realizzare questo obiettivo – si legge nella relazione introduttiva di Agnello Modica – occorre innanzitutto sconfiggere il tentativo del governo che, mentre a parole declama l’ impegno per una ” maggiore responsabilità sociale dell’ impresa”, nei fatti con le due deleghe richieste al Parlamento su ambiente e su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, congiuntamente agli effetti sul mercato del lavoro derivanti dalla legge 30/2003, svincola l’ impresa da ogni responsabilità derivante dalle conseguenze del suo agire”. Questi provvedimenti sono la negazione stessa dell’ idea di sviluppo sostenibile e danno via libera alla parte più retriva del mondo imprenditoriale che continua a ritenere l’ impegno per l’ ambiente e la sicurezza sul lavoro oneri che riducono il profitto e danneggiato la competitività”. Nel link riportiamo, oltre alla relazione introduttiva della Modica, anche un documento di controproposte alla delega governativa elaborato da CGIL-CISL e UIL.

Fonte: C.G.I.L.

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