La Convenzione internazionale sui diritti dei lavoratori migranti

Sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE C 302/49 del 7 dicembre 2004 è pubblicato il Parere del Comitato Economico e Sociale Europeo sul tema della Convenzione internazionale sui diritti dei lavoratori migranti.

In base al proprio Regolamento interno, il Comitato economico e sociale europeo, in data 30 giugno 2004, nel corso della 410° sessione plenaria, ha adottato, con 162 voti favorevoli , 3 contrari e 11 astensioni, il Parere sul tema La convenzione internazionale sui diritti dei lavoratori migranti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea C 302/49 del 7 dicembre 2004.
La Convenzione internazionale sui lavoratori migranti è stata adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite mediante la risoluzione n. 45/158 del 18 dicembre 1990 ed è entrata in vigore il 1° luglio 2003 dopo essere stata ratificata dai primi 20 Stati. Si tratta quindi di un trattato internazionale che ha carattere vincolante per gli Stati che lo ratificano e che ha lo scopo di tutelare in tutto il mondo i diritti umani e la dignità dei lavoratori che emigrano per motivi economici o di lavoro mediante l’adozione di adeguate legislazioni e buone prassi a livello nazionale. Con l’adozione della Convenzione , la comunità internazionale e le Nazioni Unite affermano la propria volontà di migliorare la cooperazione tra le nazioni allo scopo di prevenire ed eliminare il traffico e il lavoro clandestino dei migranti in situazione irregolare ed estendere a livello mondiale il rispetto dei diritti umani fondamentali dei migranti in tutto il mondo.
Si legge nel Parere del C.E.S.E. che le migrazioni di livello internazionale sono la conseguenza delle forti disuguaglianze economiche e sociali che esistono tra i paesi ricchi del nord e i paesi in via di sviluppo , disuguaglianze che stanno crescendo nel contesto di un sistema economico sempre più globalizzato. Tuttavia gli Stati che hanno ratificato la Convenzione sono per la maggior parte paesi di origine dei migranti. Sinora gli Stati membri dell’Unione europea, gli Stati Uniti d’America, il Canada, l’Australia, il Giappone e gli altri Stati occidentali che sono paesi di accoglienza di un gran numero di migranti non hanno firmato né ratificato la Convenzione. Il Parere del Comitato è quello di sottolineare la necessità dell’Unione europea , che intende stabilire norme internazionali in diversi ambiti (in seno all’OMC per gli scambi internazionali, mediante il Protocollo di Kyoto per la protezione dell’ambiente, ecc.), promuova anche i diritti fondamentali dei migranti mediante l’adozione di norme internazionali. Pertanto, il CESE invita il Presidente della Commissione e la presidenza di turno del Consiglio ad adottare le iniziative politiche necessarie per fare sì che entro i prossimi due anni gli Stati membri dell’UE procedano alla ratifica della Convenzione e che l’UE stessa la ratifichi, quando il Trattato costituzionale la autorizzerà a sottoscrivere accordi internazionali.

Fonte: Eur-Lex

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