Lo slogan del 1° maggio 2007: “L’Italia riparte dal lavoro”

“L’Italia riparte dal lavoro” è lo slogan scelto da CGIL, CISL e UIL per la giornata del primo maggio 2007, che è stata celebrata con una manifestazione nazionale a Torino e declinata sui temi della stabilità e sicurezza e dello sviluppo sostenibile. Nelle altre manifestazioni che si sono svolte in tutta Italia è prevalso l’impegno a lottare contro le “morti bianche” che hanno raggiunto, ormai, un livello insopportabile.

I bambini hanno aperto il corteo del 1° maggio a Torino, dove Cgil, Cisl e Uil hanno tenuto la manifestazione nazionale che quest’anno ha avuto come titolo “L’Italia riparte dal lavoro”. Migliaia di persone si sono radunate in piazza Vittorio ed il corteo è stato aperto da un gruppo di bambini accanto ai quali uno striscione con la scritta “Il futuro siamo noi” . La manifestazione si è conclusa in Piazza san Carlo con l’intervento dei tre segretari confederali: Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti.
Arrivando alla manifestazione, il Presidente della Camera Fausto Bertinotti ha sottolineato che “è importante l’impegno per eliminare i morti sul lavoro oltre alla lotta contro la precarietà”. E in tutte le piazze d’Italia, i partecipanti alle manifestazioni della Festa del lavoro hanno dedicato un minuto di silenzio per ricordare le “morti bianche”, che nei primi quattro mesi dell’anno hanno raggiunto le 334 vittime. Altra iniziativa unitaria quella che ha visto organizzare un corteo a Portella delle Ginestre per condividere la memoria collettiva delle battaglie per il lavoro in Sicilia nell’anno in cui ricade il 60° anniversario della strage voluta dalla mafia ed eseguita dalla Banda Giuliano.
Veltroni, Sindaco di Roma, ha disposto che ogni primo maggio il Colosseo sia illuminato per ricordare le vittime degli incidenti del lavoro, affermando che “anche i gesti simbolici possono servire a smuovere la sensibilità e a spingere ad agire”.
Il Presidente Napoletano – interpretando i sentimenti di tutti gli italiani, ha sottolineato come ormai non ci sono più parole sufficienti ad esprimere il dolore e lo sdegno di fronte al susseguirsi quotidiano di incidenti e morti sul lavoro. E’qualcosa che ci umilia tutti, che rovescia la storia, che offende la civiltà degli uomini. E’una vera e propria emergenza nazionale, che va affrontata come tale, con una determinazione assoluta. Alle istituzioni spetta agire sul piano delle normative delle ispezioni e dei controlli, che sono decisivi”.

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