Petrolio: le misure di crisi previste dall’Europa

In questa nota della Commissione europea, sin dal marzo 2003, viene auspicata una concertazione in seno all’Unione Europea per l’approvvigionamento di petrolio, in particolare per fronteggiare eventuali misure di crisi.

Si legge in questa nota della Commissione europea che, pur essendo emanata nel 2003 si rivela di estrema attualità, l’Europa può stare relativamente tranquilla per ora: il suo fabbisogno di petrolio verrà garantito anche mentre in Iran, dopo l’inizio della guerra, bruciano i pozzi del greggio. Tuttavia, poiché la guerra può riservare ancora sorprese, non si escludono scenari di crisi e di interruzione dell’approvvigionamento di questa fondamentale risorsa energetica. Potrebbe scattare un’emergenza e allora l’Unione europea prevede il ricorso alla legislazione comunitaria per situazioni di crisi. Queste direttive creano un obbligo per gli Stati membri di mantenere un livello di riserve equivalente a 90 giorni di consumo per ciascuna delle tre principali categorie di prodotti petroliferi per uso energetico (la detenzione del greggio in sostituzione di prodotti è autorizzata nel rispetto di certe regole).Inoltre, gli Stati membri sono obbligati a dotarsi di piani di intervento, organi appropriati e poteri che permettano di piazzare le riserve sul mercato, di diminuire i consumi, di garantire l’approvvigionamento dei consumatori prioritari e di regolamentare i prezzi. In caso di crisi, la Commissione è incaricata di organizzare una consultazione tra gli Stati membri (riunione del “Gruppo Approvvigionamento Petrolifero”) a scopi di coordinamento.Non solo: Allo scopo di gestire al meglio la dipendenza energetica dell’Unione, l’Esecutivo UE aveva già proposto l’11 settembre 2002 una serie di misure di armonizzazione per garantire un’azione solidale e coordinata in materia di sicurezza dell’approvvigionamento.

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