Sulla Gazzetta Ufficiale dellUE C 221/35 dell8.9.2005 è pubblicato il Parere del Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni-Gestione dei rischi di inondazione-Prevenzione,protezione e mitigazione delle inondazioni.
Conformemente al disposto dellarticolo 262 del Trattato che istituisce la Comunità europea, la Commissione europea ha consultato, fra gli altri, il Comitato economico e sociale europeo in merito alla Comunicazione sulla Gestione dei rischi di inondazione-Prevenzione,protezione e mitigazione delle inondazioni di cui al progetto predisposto dalla relatrice Sanchez Miguel. In data 5 febbraio 2005, nel corso della 414° sessione plenaria, il Comitato ha adottato il Parere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dellUE C 221/35 dell8.9.2005.
Secondo quanto affermato nella Introduzione al Parere il C.E.S.E., ladozione della direttiva quadro in materia di acque ha comportato un cambiamento sostanziale nella politica dellUnione europea in materia. Ciò è dovuto non soltanto al fatto che la direttiva punta ad armonizzare le diverse situazioni riscontrate nelle nostre acque continentali e marittime, ma anche alla scelta di un metodo efficace di valutazione della qualità delle acque e allistituzione di un sistema organizzativo centralizzato, grazie al quale sono possibili interventi uniformi in tutti i bacini idrografici, indipendentemente dalla coesistenza di competenze prefissate per ciascun tratto di un bacino.La Commissione ha inoltre completato e sviluppato il contenuto della direttiva in materia di acque mediante disposizioni normative e di altra natura, di modo che la politica dellUnione europea in materia di acque possa proteggere sempre meglio i nostri mari.
Il C.E.S.E. fa notare, però, che incompatibilmente non sono contemplati dalla direttiva taluni aspetti di notevole importanza sulla qualità dei nostri bacini idrografici, come appunto la questione delle inondazioni i cui rischi, nel territorio dellUnione europea, sono in continuo aumento, fondamentalmente a causa di due fattori: i cambiamenti climatici, caratterizzati dal possibile aumento della frequenza delle piogge torrenziali e dal potenziale innalzamento del livello dei mari, conseguenza del riscaldamento dellatmosfera.Ladozione di modelli sostenibili di sviluppo economico, sociale e ambientale riducono al minimo tali rischi.
Il C.E.S.E., ricordando che tra il 1998 e il 2002 lEuropa è stata colpita da oltre un centinaio di gravi inondazioni, sottolinea che la Commissione ha presentato al Consiglio Ambiente, tenutosi nel luglio 2004, una proposta di intervento destinata alla protezione delle inondazioni su scala europea, per gestire unazione concertata in materia di rischi di inondazione, la cui finalità è di migliorare la protezione contro questi fenomeni.Il programma dazione concertato dallUnione europea comprende elementi essenziali per creare misure di protezione e mitigazione delle inondazioni per la cui realizzazione è fondamentale la collaborazione fra Stati membri, Commissione e altri soggetti interessati, ai quali spetta il compito di agire adeguatamente nel campo della prevenzione dei rischi di inondazione, secondo i termini stabiliti.
Secondo quanto affermato nella Introduzione al Parere il C.E.S.E., ladozione della direttiva quadro in materia di acque ha comportato un cambiamento sostanziale nella politica dellUnione europea in materia. Ciò è dovuto non soltanto al fatto che la direttiva punta ad armonizzare le diverse situazioni riscontrate nelle nostre acque continentali e marittime, ma anche alla scelta di un metodo efficace di valutazione della qualità delle acque e allistituzione di un sistema organizzativo centralizzato, grazie al quale sono possibili interventi uniformi in tutti i bacini idrografici, indipendentemente dalla coesistenza di competenze prefissate per ciascun tratto di un bacino.La Commissione ha inoltre completato e sviluppato il contenuto della direttiva in materia di acque mediante disposizioni normative e di altra natura, di modo che la politica dellUnione europea in materia di acque possa proteggere sempre meglio i nostri mari.
Il C.E.S.E. fa notare, però, che incompatibilmente non sono contemplati dalla direttiva taluni aspetti di notevole importanza sulla qualità dei nostri bacini idrografici, come appunto la questione delle inondazioni i cui rischi, nel territorio dellUnione europea, sono in continuo aumento, fondamentalmente a causa di due fattori: i cambiamenti climatici, caratterizzati dal possibile aumento della frequenza delle piogge torrenziali e dal potenziale innalzamento del livello dei mari, conseguenza del riscaldamento dellatmosfera.Ladozione di modelli sostenibili di sviluppo economico, sociale e ambientale riducono al minimo tali rischi.
Il C.E.S.E., ricordando che tra il 1998 e il 2002 lEuropa è stata colpita da oltre un centinaio di gravi inondazioni, sottolinea che la Commissione ha presentato al Consiglio Ambiente, tenutosi nel luglio 2004, una proposta di intervento destinata alla protezione delle inondazioni su scala europea, per gestire unazione concertata in materia di rischi di inondazione, la cui finalità è di migliorare la protezione contro questi fenomeni.Il programma dazione concertato dallUnione europea comprende elementi essenziali per creare misure di protezione e mitigazione delle inondazioni per la cui realizzazione è fondamentale la collaborazione fra Stati membri, Commissione e altri soggetti interessati, ai quali spetta il compito di agire adeguatamente nel campo della prevenzione dei rischi di inondazione, secondo i termini stabiliti.
Fonte: Eur-Lex
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