Rapporto UNICEF sulla “condizione dell’infanzia nel mondo”.

Il 15 gennaio scorso è stato presentato a Roma, nella sede nazionale dell’Unicef Italia, dal Presidente Spadafora e dal Ministro per le pari opportunità, Maria Rosaria Carfagna, il Rapporto Unicef 2009 sulla “Condizione dell’infanzia nel mondo”, dedicato alla salute materna e neonatale.

Dal Rapporto, emerge chiaramente la connessione tra salute e vita delle mamme e dei loro neonati, tra povertà e mortalità e tra rispetto dei diritti della donna e tassi di sopravvivenza di madre e bambino.

Nel mondo in via di sviluppo, il rischio di mortalità materna è mille volte superiore a quello che corrono le donne nei Paesi industrializzati. Il 99% della mortalità materna è concentrato nei Paesi più poveri, quelli in primo luogo dell’Africa Subsahariana e dell’Asia meridionale.
I dieci paesi con il più alto rischio di mortalità materna sono: Niger, Afghanistan, Sierra Leone, Ciad, Angola, Liberia, Somalia, Repubblica Democratica del Congo, Guinea-Bissau, Mali.

In questi paesi il rischio di mortalità materna va da 1 su 7 in Niger (corrispondente a 1 su 8.000 nel mondo industrializzato) a 1 su 15 in Mali.
Dal 1990, anno di partenza per gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, 10 milioni di donne sono morte per compliecazionik legate alla gravidanza e al parto, e circa 4 milioni di neonati sono morti ogni anno nei primi 28 giorni di vita.

I progressi fatti nei confronti della salute materna e neonatale non sono andati di pari passo con quelli fatti nei confronti della della sopravvivenza infantile, che hanno registrato una riduzione del 27% nel tasso globale di mortalità sotto i 5 anni tra il 1990 e il 2007.

“La condizione dell’infanzia nel mondo” è dedicata alla salute materna e neonatale e identifica gli interventi e le azioni da applicare su larga scala per salvare vite umane quanto più possibile.
La maggior parte delle morti materne e neonatali possono essere evitate attraverso interventi provati (nutrizione adeguata, migliori pratiche igieniche, cure antenatali, personale qualificato durante il parto, assistenza ostetrica e neonatale d’emergenza, visite post-natali per madri e neonati), forniti attraverso una continuità di assistenza in grado di collegare famiglie e comunità al sistema sanitario.

La ricerca rivela che, se le donne avessero accesso ai servizi essenziali di maternità e assistenza sanitaria di base, sarebbe prevedibile di evitare circa l’80% delle morti materne.

Per accelerare il progresso della salute materna e infantile è assolutamente necessaria porre un ac cento più forte sull’Africa e l’Asia. Questi due continenti presentano le sfide più grandi per l sopravvivenza e la salute di donne e bambini, contando il 95% di morti materne e circa il 90% di quelle infantili.
Nel 2008, l’UNICEF, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione e la Banca Mondiale si sono accordate per collaborare al fine di aiutare ad accelerare il progresso nella salute materna e neonatale nei paesi con i tassi più alti di mortalità.

(LG-FF)

Fonte: UNICEF

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