Stati generali Salute, Lorenzin: “Fatto il punto, cambiamo passo” – Renzi: tetto a stipendi Manager

L’8 e 9 aprile si sono tenuti a Roma, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, gli Stati generali della salute.

Alla giornata di apertura è intervenuto il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che in tema di spesa ha detto: “È evidente che la revisione della spesa va fatta, è una priorità. E in questa revisione della spesa il criterio chiave è che chi ha preso troppo deve restituire quello che ha avuto alle famiglie che sono sotto i 1500 euro al mese e che non ce la fanno più”.

Non ci sarà per nessun manager della Asl la possibilità di superare il tetto di stipendio previsto per i manager pubblici

. Nel pomeriggio il Consiglio dei Ministri ha varato il Documento di economia e finanza 2014.

Lorenzin nel suo intervento di apertura ha sottolineato come il sistema in questi anni “è cambiato e ricambiato più volte, con il passaggio al federalismo che ha generato enormi criticità, in primis l’esplosione della spesa pubblica e il conseguente commissariamento di quasi metà delle regioni italiane”. Oggi ancora “godiamo i frutti della nostra Costituzione, che è patrimonio di tutti. Ed è per questo che possiamo contare sull’universalismo e su cure di altissimo livello e qualità, che non sono assolutamente elementi scontati”. Però tutti “siamo chiamati a interrogarci su come rendere sostenibile il sistema, soprattutto in relazione a temi inesorabili come il contenimento della spesa pubblica e l’invecchiamento della popolazione con cui siamo chiamati a confrontarci ogni giorno. Per questo è necessaria una strategia comune, per capire dove andrà il Ssn nei prossimi e decisivi dieci-quindici anni”.

Il Ministro ha poi ricordato “che veniamo da un periodo in cui il Ssn ha dato indietro 25 miliardi. Ora però è arrivato il momento di aprire una nuova stagione, bisogna assolutamente cambiare fase, servono rigore e programmazione in modo da costruire nuove certezze. In questo anno, anche grazie al lavoro del Presidente della Repubblica, siamo riusciti a evitare nuovi tagli lineari nel 2013”.

Meccanismi di efficientamento “sono ancora possibili, puntando su un sistema trasparente di controllo sull’erogazione delle prestazioni”. Le governance “sono infatti chiamate a gestire con responsabilità oltre 100 mld di euro del Fsn”.

Lorenzin ha chiamato le Regioni a un’importante assunzione di responsabilità, “poiché devono capire che è arrivato il momento di dare una vera scossa, con impegni chiari, misurati e quantificati”. In tal senso un ruolo fondamentale lo assume il Patto per la Salute “che costituisce un contratto tra Stato e Regioni e che dovrà essere molto più incisivo di quello del 2009, che per il 60% è rimasto lettera morta”. La priorità sarà quindi quella di “garantire una certezza di budget, affinché si arrivi a una solida programmazione. E se qualcuno non dovesse rispettare i punti, allora si agirà a livello centrale”.

La programmazione è dunque elemento chiave per affrontare sfide sul tavolo da tempo: “basti pensare all’impatto, quantificabile in 1 miliardo di euro, che eserciterà il nuovo farmaco per l’Epatite C. Non possiamo permetterci, come è avvenuto in altri Paesi, di dover essere costretti a limitare la somministrazione di medicinali a chi ha meno di 70 anni. Abbiamo il dovere di garantire a tutti l’accesso alle cure e per questo è indispensabile un grande lavoro da parte delle Regioni, incentrato su rigore e serietà. Con un impegno vero possiamo recuperare 900 milioni di euro da utilizzare per ridefinire i Lea, che sono fermi ormai da 12 anni”.

Altra sfida da vincere ad ogni costo è quella “di fornire risposte adeguate anche ai malati nascosti e a quelli affetti da malattie meno conosciute. Migliaia di famiglie sono lasciate sole e dobbiamo assolutamente recuperarle, quindi non è più accettabile alcuno spreco, neanche di 1 euro”.

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