Una politica futura in materia di sostanze chimiche

La Risoluzione del Parlamento europeo sul Libro bianco della Commissione

Sulla G.U.C.E. C 140 E/552 del 13 giugno 2002 è pubblicata la Risoluzione ( A5-0356/2001) del Parlamento europeo sul Libro bianco della Commissione ” Strategia per una politica futura in materia di sostanze chimiche”, adottata il 15 novembre 2001. Con tale Risoluzione, il Parlamento europeo plaude all’ iniziativa della Commissione di proporre una strategia per la nuova politica sulle sostanze chimiche, come primo passo verso una riforma globale in materia di sostanze chimiche, per pervenire all’ obiettivo di uno sviluppo sostenibile, adempiendo ai seguenti requisiti: migliorare la protezione dei consumatori e dell’ ambiente e promuovere la competitività e la forza innovatrice dell’ industria, tenendo conto dei contesti all’ interno dell’ Unione europea. Inoltre, la Commissione viene invitata ad esaminare con attenzione l’ impatto di una politica diversa in materia di sostanze chimiche sul numero dei posti di lavoro e sul livello sociale nella Comunità – con particolare riferimento alla situazione specifica delle piccole e medie imprese e dei loro dipendenti – e a garantire che non si prospettino conseguenze sproporzionate e negative, nonché, se del caso, ad elaborare incentivi alla promozione della protezione dell’ ambiente e aiuti o misure di ristrutturazione. Il Parlamento europeo è, inoltre, del parere che, in un sistema unico delle sostanze chimiche esistenti e nuove denominato REACH ( Registrazione, Valutazione e Autorizzazione delle sostanze chimiche), sarebbe opportuno impegnarsi al massimo per assegnare priorità alle sostanze chimiche che rientrano nelle categorie utilizzate e ritenute problematiche; reputa che tale priorità possa essere assegnata mediante un controllo rapido ed economico basato su metodi screening ( QSAR, Read Across, Common Sense) avvalendosi dei dati esistenti e delle informazioni sui modelli di utilizzazione, i volumi di produzione e l’ esposizione potenziale; ritiene che i dati sulle caratteristiche delle sostanze chimiche siano pubblicati. In proposito il Parlamento europeo ritiene indispensabile rammentare la necessità di uno stretto coordinamento dei lavori tra l’ ente europeo incaricato di gestire il sistema REACH e i diversi gruppi di esperti scientifici esistenti ( gruppi di esperti per la classificazione e l’etichettatura delle sostanze, per i valori limite, per gli effetti sulla salute, per gli effetti sull’ ambiente, in particolare per i pesticidi, ecc. Nel chiedere che, nell’ ambito del sistema REACH, siano pienamente presi in considerazione dati scientifici provenienti da fonti non appartenenti all’ industria del settore, la Risoluzione appoggia le conclusioni del Consiglio del 7 giugno 2001, secondo cui per i produttori dovrebbe valere l’ obbligo generale di raccogliere sufficienti informazioni e adottare i necessari provvedimenti per garantire la sicurezza delle sostanze chimiche ( dovere di diligenza) e ciò a prescindere dal volume di produzione e dalla mancata specificazione di dati.

Fonte: Eur-Lex

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