CGIL: le ragioni del NO al correttivo al Testo Unico

CGIL: In attesa del parere delle commissioni alla Camera ed al Senato sul provvedimento, la CGIL ribadisce: “è una vera e propria ‘controriforma”.
Un ‘NO’ deciso al correttivo del Testo Unico su salute e sicurezza, definito un atto unilaterale da parte del governo.
Questo è quanto emerge nel suo complesso dall’iniziativa organizzata a Corso d’Italia in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

23/06/2009
In attesa del parere delle commissioni alla Camera ed al Senato sul provvedimento, la CGIL ribadisce: “è una vera e propria ‘controriforma”

Un ‘NO’ deciso al correttivo del Testo Unico su salute e sicurezza, definito un atto unilaterale da parte del governo.
Questo è quanto emerge nel suo complesso dall’iniziativa organizzata a Corso d’Italia in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Molti gli esponenti del mondo della politica e del mondo sindacale che hanno preso la parola:
– Cesare Damiano, componente della commissione Lavoro alla Camera dei Deputati;
– Paolo Nerozzi, vice presidente della commissione di inchiesta sulle morti bianche
– Marco Masi, Conferenza delle Regioni
– Fabio Pontrandolfi, area Relazioni Industriali, Sicurezza di Confindustria
– Giorgio Roilo, componente della commissione Lavoro al Senato
– Carlo Smuraglia, Consulta Giuridica CGIL
– Tiziano Treu, vice presidente della commissione Lavoro al Senato.

Al dibattito era presente anche il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani.

Il dibattito ha ricordato quanto il DL81 sia un testo frutto di una lunga fase di trattativa, che aveva saputo costruire un equilibrio, ma che l’attuale governo tenta di stravolgere con una serie di provvedimenti correttivi.
“Nonostante la bocciatura della Conferenza delle Regioni, il progetto di riformare il Testo Unico sembra non voler cambiare rotta – spiega la Segretaria Confederale della CGIL, Paola Agnello Modica – la vastità degli interventi previsti fanno assumere a tale progetto la dimensione di una vera e propria ‘controriforma’ che fa saltare tutti i pioli che reggevano l’impalcatura del Testo Unico”.

Nei molti interventi è stata ricordata l’importanza dell’articolo 2087 del codice civile, che impone agli imprenditori di ‘fare tutto quello che è possibile, tenuto conto delle tecnologie disponibili, per tutelare la salute fisica e psichica del lavoratore’; dispositivo legislativo su cui si sono sempre incentrate le critiche delle rappresentanze datoriali che, come anche in questo caso hanno ricordato, desidererebbero avere paletti fissi di riferimento. Criticata anche la così detta norma ‘salva manager’, contenuta nel correttivo al Testo Unico, che tenta il trasferimento di responsabilità sulla sicurezza dall’imprenditoria al lavoro subordinato, senza tener conto della dimensione individualie delle responsabilità penali.

“Il governo decide ma non si confronta” conclude Paola Agnello Modica, in riferimento al percorso di proposta del correttivo sul Testo Unico, ”se non c’è confronto si rischia di passare ad un sistema di lobby. Costruire salute e sicurezza – prosegue la segretaria – significa dare piena dignità al lavoro”.

(Red)

Fonte: CGIL

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